
Ambiente, igiene e sanità, tutela animali
Tutte le domande possono essere inviate a: aneainfo@tin.it
E' la "carta di identità" dell'impianto: riporta tutti i dati relativi all'installatore, l'utilizzatore, il manutentore o l'eventuale responsabile di gestione ed il tecnico deve di volta in volta trascrivere i dati rilevati per ogni verifica effettuata. Dal 1° settembre 2003 deve essere compilato il nuovo libretto di impianto
Il responsabile dell'impianto deve rivolgersi al manutentore abilitato che, al momento della manutenzione, glielo rilascerà compilato con i dati tecnici e di intervento. Nel caso di vendita o cambio di casa o di inquilino, sarà cura del vecchio occupante consegnare obbligatoriamente tutta la documentazione al nuovo subentrante o al proprietario.
Premesso che l'installazione, la manutenzione, la ristrutturazione e l'ampliamento degli impianti termici devono essere affidate a ditte o imprese abilitate iscritte alla Camera di Commercio o all'albo Imprese Artigiane, il DM 37/2008 - Norme per la sicurezza degli impianti - stabilisce che per gli impianti termici installati dopo il 13 marzo 1990 l'impresa istallatrice è tenuta a rilasciare la Dichiarazione di Conformità. Tale documento attesta che l'impianto è stato realizzato nel rispetto delle norme vigenti. Nel caso non sia stata rilasciata bisogna risalire all'installatore dell'impianto e farsela rilasciare.
Il responsabile dell'impianto è "l'utilizzatore" della caldaia, quindi l'occupante dell'alloggio a qualunque titolo: il proprietario, il locatario o l'usufruttuario
Si tratta di un prelievo dei fumi di scarico dell'impianto termico che viene effettuato con la periodicità indicata nell'allegato L del D.Lgs. 192/2005, come modificato dal 311/2006, per controllare il livello di emissione di sostanze inquinanti sia in ambiente domestico che all'esterno dell'abitazione.
E' il modello G o F (ex mod. H) conforme al D.to L.vo 192/2005 che viene compilato e firmato dal tecnico che ha eseguito la manutenzione e che viene controfirmato dal responsabile dell'impianto
I Comuni maggiore di 40.000 abitanti e le Province per la restante parte del territorio effettuano i controlli necessari con cadenza almeno biennale
Il Comune di Napoli deve effettuare, per legge, il controllo degli impianti termici presenti sul suo territorio ponendo gli oneri di tale verifica a carico degli utenti, se non autocertificati (impianti autonomi e centralizzati), o a carico suo, se gli impianti sono autocertificati. Deve effettuare la verifica di tutti gli impianti non autocertificati e del 5% degli impianti autocertificati.
Dimostrare all'ente preposto al controllo degli impianti termici che ho fatto eseguire sulla mia caldaia la regolare manutenzione e pertanto l'impianto termico di cui sono responsabile è a norma
Il bollino verde è un'etichetta autoadesiva composta da quattro matrici separabili con lo stesso numero identificativo, costa € 8,60 ed equivale ad autocertificazione. L'elenco dei manutentori a cui rivolgersi per il rilascio del bollino verde è consultabile nella sezione manutenzione della caldaia.
No, è prevista solo per gli impianti con potenzialità minore di 35 kW
Per legge si è tenuti ad effettuare almeno una manutenzione all'anno e le verifiche del rendimento di combustione ogni due anni. Il Comune, invece, ha l'obbligo (L. 10/91 e DPR 412/93 e DPR 551/99) di controllare a carico dell'utente gli impianti termici. L'invio della dichiarazione di avvenuta manutenzione, completa di cedolino di pagamento di 7,75 € al Comune di Napoli, permette di non pagare il controllo che il Comune effettua a campione sugli impianti autocertificati.
Il Comune di Napoli è tenuto ad effettuare un controllo a tappeto sugli impianti termici non autocertificati, il cui costo è a carico dei responsabili di tali impianti. Pertanto, quando arriverà il "verificatore" il controllo sarà a suo carico (€ 77,00).
Il manutentore è obbligato a compilare e rilasciare il rapporto tecnico di manutenzione. Se rileva problematiche inerenti la funzionalità dell'impianto è tenuto ad evidenziarle negli appositi spazi: osservazioni, raccomandazioni e prescrizioni a seconda della gravità del problema. Così facendo si tutela da qualunque evento accada collegato a quanto dichiarato e non ottemperato dal cliente.
Si possono verificare conseguenze anche gravi, dovute soprattutto alla formazione e diffusione del monossido di carbonio nei locali. Il monossido di carbonio (CO) è un gas inodore, incolore, tossico, letale.
Sono principalmente tre:
È un tecnico certificato E.N.E.A. (Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente) incaricato dal Comune a svolgere i controlli sugli impianti termici. Il responsabile dell'impianto ha il diritto di prendere visione del tesserino di identificazione di cui sono dotati i verificatori, riportante: nome, cognome, foto.
Il Comune invia una comunicazione con debito anticipo al responsabile dell'impianto
NO - stufe, caminetti, radiatori individuali, scalda-acqua unifamiliari non sono soggetti a controlli ai sensi del DPR 412/93. Gli impianti alimentati a combustibile solido (legna - carbone) devono essere fatti manutenere dal tecnico di fiducia e dichiarati all'Ente, ma non sono soggetti alla prova di combustione.
Gli impianti termici condominiali hanno una potenza superiore ai 35 kW ed il responsabile di tale impianto di centrale è l'amministratore condominiale o l'eventuale terzo responsabile. Lei dovrà verificare, in sede di assemblea condominiale, che venga effettuata la regolare manutenzione dell'impianto.