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Decumano Superiore

stretto vicolo tra due fabbricati separati da un arco in muratura
via anticaglia

Dal Largo Regina Coeli, dove s'innalza il complesso conventuale di Santa Maria Regina Coeli che custodisce tele di Stanzione, Luca Giordano e Micco Spadaro si prosegue lungo Via Pisanelli, passando al di sotto del campanile ottagonale della chiesa, si vede a sinistra il seicentesco monastero di S. Maria di Gerusalemme noto come chiesa della Trentatrè, dal numero delle suore di clausura che ne facevano parte.
 
Nella vicina via L. Armanni sorge il complesso dell'ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili fondato nel XVI secolo con la splendida Farmacia del Settecento. Via Anticaglia è così denominata per la presenza di strutture ad arco (II sec. d.C.) in laterizio, che costituiscono i contrafforti di rinforzo alla "cavea" del Teatro Romano, dove si esibì anche l'imperatore Nerone.
 
Il teatro scoperto e l'Odèion occupano l'area tra l'Anticaglia, via San Paolo ed il convento di S. Paolo Maggiore. Si nota Palazzo Avellino, nel Largo omonimo costruito alla fine del XIV secolo per Ottino Caracciolo, principe di Avellino e ampliato nel XVII secolo.
 
Si giunge in via Duomo, uno degli antichi cardini della città, che prende il nome dall'imponente Cattedrale, scrigno di numerosi capolavori, dove avviene il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro. Il Largo dove sorge il quattrocentesco Palazzo dell'Arcivescovado, prende il nome di Donnaregina, dalla barocca chiesa che precede l'altra trecentesca con lo stesso nome.
 
Proseguendo si arriva alla chiesa dei Santissimi Apostoli, fondata nel V secolo al posto di un tempio pagano. All'estremità di via Carbonara (Carbonarius), luogo al di fuori delle mura angioine, destinato nel Medioevo alla raccolta dei rifiuti e poi utilizzato per giostre e tornei, si erge in posizione elevata su una scenografica scala a pianta ellittica del Sanfelice, il complesso di San Giovanni a Carbonara, pregnante testimonianza della scultura rinascimentale

 
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