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Home » Turismo e Cultura » Castel Nuovo - Maschio Angioino

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Castel Nuovo

Maschio Angioino
Foto di Maria Sabatasso
 

Il Servizio Patrimonio Artistico e Beni Culturali comunica che presso la biglietteria di Castel Nuovo - Maschio Angioino, per i visitatori sono disponibili in varie lingue (italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo) depliants illustrativi del percorso artistico, storico e culturale del Museo Civico corredati da cenni storici e piantina del percorso stesso.

Il Dirigente
Dr. Fabio Pascapè

L'isolamento e il restauro di Castel Nuovo Gli interventi iniziati nella seconda metà dell'Ottocento per la sistemazione dell'area intorno a Castel Nuovo avevano reso evidente lo stato indecoroso in cui il monumento era ridotto. Si cominciò a parlare di restauro e presero il via lunghe procedure per la definizione delle competenze sul castello e sugli spazi circostanti. Solo negli anni Venti del secolo scorso ebbero inizio gli interventi per riportare al quattrocentesco splendore il più famoso castello della città adattato, nel tempo, a tutti gli utilizzi richiesti dalle necessità militari. Occorsero circa vent'anni di lavoro per ammirare nuovamente Castel Nuovo come Alfonso I d'Aragona lo aveva concepito.

 
 

La costruzione del Maschio Angioino iniziò nel 1279, sotto il regno di Carlo I d'Angiò, su progetto dell'architetto francese Pierre de Chaule.

Per la sua posizione strategica il nuovo castello rivestì non solo le caratteristiche di una residenza reale, ma anche quelle di una fortezza.

Fin dall'inizio esso venne chiamato "Castrum Novum" per distinguerlo da quelli più antichi dell'Ovo e Capuano. 

 

Durante il regno di Roberto d'Angiò il Castello divenne un centro di cultura dove soggiornarono artisti, medici e letterati fra cui Giotto, Petrarca e Boccaccio. Agli Angioini successero gli Aragonesi con Alfonso I, che seguendo la scelta dei predecessori, fissò la sua dimora reale in Castel Nuovo iniziandone i lavori di ricostruzione e facendo innalzare all'esterno, fra la Torre di Mezzo e quella di Guardia, il grandioso Arco di Trionfo per celebrare il suo vittorioso ingresso nella città di Napoli.
 
Con gli Aragonesi si assiste al passaggio dal medioevale castello-palazzo alla fortezza di età moderna, adeguata alle nuove esigenze belliche e la zona intorno al Castello perde il carattere residenziale che aveva con gli Angioini. La struttura della costruzione aragonese risulta senz'altro più massiccia rispetto a quella angioina e rispecchia abbastanza fedelmente quella attuale, scaturita dai lavori di risanamento dei primi anni di questo secolo.

Il monumento presenta una pianta trapezoidale formata da una cortina di tufo in cui si inseriscono cinque torri cilindriche (di cui quattro di piperno ed una di tufo) poggianti su un basamento in cui si aprono dei cammini di ronda. L'area del cortile, che ricalca quella angioina, è formata da elementi catalani come il porticato ad arcate ribassate e la scala esterna in piperno, opera dell'architetto maiorchino Guglielmo Sagrera, che conduce alla Sala dei Baroni e conferisce a questo angolo della corte il caratteristico aspetto dei patii spagnoli.

 
Castel Nuovo
Castel Nuovo (foto di Massimo Moffa)

Alla fine del XV secolo i Francesi subentrarono agli Aragonesi; tale presenza non durò per molto tempo, in quanto i Francesi furono sostituiti a loro volta dai viceré spagnoli ed austriaci. Durante il periodo vicereale (1503-1734), le strutture difensive del castello, adibito ad un uso prettamente militare, vennero ulteriormente modificate. Con l'avvento di Carlo III di Borbone che sconfisse l'imperatore Carlo VI nel 1734, il castello venne circondato in varie riprese da fabbriche di ogni genere, depositi ed abitazioni.
 
Nel primo ventennio del XX secolo iniziarono a cura del Comune i lavori di isolamento del castello dalle costruzioni contigue (vedi video di Bernardo Leonardi); la validità di questo intervento scaturiva dal riconoscimento del valore storico e monumentale della fortezza e dalla necessità del recupero complessivo della piazza antistante.

Attualmente il complesso monumentale viene destinato ad un uso culturale ed è, tra l'altro, la sede del Museo Civico. L'itinerario museale si articola tra la Sala dell'Armeria, la Cappella Palatina o di Santa Barbara, il primo ed il secondo piano della cortina meridionale a cui si aggiungono la Sala Carlo V e la Sala della Loggia destinate ad ospitare mostre ed iniziative culturali.

 
 
testi di Rosalba Manzo
 
 
 
 
 
 
 
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