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Incarico ad hoc

antica cartolina raffigurante  palazzo San Giacomo e piazza del Municipio
palazzo San Giacomo e piazza del Municipio, cartolina inizio XX secolo

Lunedì 28 ottobre 1918 il Sindaco, professor Enrico Presutti, presenta le sue dimissioni, abbandono conseguente alla spaccatura registrata nella maggioranza sulla questione trasporti pubblici. Pochi giorni dopo, la notizia della fine del Primo conflitto mondiale pone in secondo piano l'elezione del nuovo Sindaco e la convocazione del Consiglio comunale slitta al 12 novembre.

Il ritardo risultò provvidenziale per la coalizione di maggioranza impegnata a trovare una soluzione alla ineleggibilità di Arturo Labriola, candidato sul quale confluiva il consenso più ampio. Il nodo da affrontare era costituito dall'incompatibilità, sancita dalla legge, tra il ruolo di parlamentare e l'incarico di primo cittadino.

Laureato in giurisprudenza, avvocato, economista, libero docente di economia politica all'Università, giornalista, sindacalista, Arturo Labriola nel 1890, appena diciassettenne, organizzò per la prima volta a Napoli la manifestazione del Primo Maggio. Candidato nelle liste dei Socialisti indipendenti per le elezioni governative del 1913, fu eletto al secondo turno conquistando un seggio nel Parlamento del Regno d'Italia; ora quel traguardo politico rischiava di far naufragare il progetto della sua elezione a Sindaco di Napoli.

 
 
Arturo Labriola, pro Sindaco
Arturo Labriola, pro Sindaco

Si giunse all'assemblea del 12 novembre e, accettate le dimissioni formali di Enrico Presutti e della sua Giunta, scattò la tattica messa a punto dalla maggioranza: prima mossa la proposta del consigliere Settimio Severo Caruso di rinunciare all'elezione del Sindaco e procedere solo a quella dei componenti della Giunta; accettata la proposta, risultò eletto un unico assessore, ovviamente il Labriola.

Seconda e decisiva mossa: in altri Comuni alcune funzioni del primo cittadino erano state delegate ad un componente della Giunta, in genere l'assessore anziano, cui era conferito l'incarico di pro Sindaco. Condizione ideale quella determinatasi a Napoli: la Giunta era composta da un solo assessore. La votazione per l'affidamento dell'incarico non riservò sorprese e Arturo Labriola divenne pro Sindaco; il nodo incompatibilità era stato aggirato e, di fatto, grazie a quel provvidenziale incarico egli guidò l'Amministrazione cittadina per quasi un anno, fino all'ottobre del 1919.

Nell'albo dei Sindaci di Napoli dall'Unità d'Italia ad oggi, Arturo Labriola è l'unico ad aver rivestito la carica di pro Sindaco della città.

 
 
 

Bernardo Leonardi

 
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