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Presentazione del libro "NA K14314. Le strade della Méhari di Giancarlo Siani" di Paolo Miggiano

PAN | Palazzo Arti Napoli, mercoledì 16 maggio ore 17.30

 
immagine della copertina del libro

Oggi che siamo tutti Giancarlo, dobbiamo essere consapevoli,
dobbiamo sempre ricordare che morì solo e che nessuno, proprio nessuno, gli proteggeva le spalle

Quello della Méhari di Giancarlo Siani, cronista napoletano ucciso dalla camorra, è un viaggio particolare. Iniziato, o forse sarebbe meglio dire ripreso, il 23 settembre 2013, proprio ventotto anni dopo quella violenta sera di fine estate. La Méhari è ripartita da lì, dalla strada che avrebbe percorso il 24 settembre 1985: da casa fino a via Chiatamone, presso la sede de Il Mattino, il quotidiano dove Giancarlo, ancora “abusivo”, scriveva da anni e raccontava fatti di camorra e non solo.
Con NA K14314Paolo Miggiano racconta non solo la cronaca del viaggio della Méhari, ma soprattutto il sensodel viaggio: sostenere istanze finalizzate a una reale e concreta tutela giuridica delle vittime dei reati intenzionali violenti ed essere simbolo della libertà di stampa e di una concreta ed efficace lotta alle mafie. Un viaggio, in Italia e in Europa, che cattura e rapisce perché - tra le tante domande che ancora aleggiano sulle zone d’ombra di una morte così assurda e ingiusta - racconta di un ragazzo normale dal tempo breve, reso eccezionale dalla ferocia del crimine; e perché evidenzia quanto sia fondamentale proseguire l’impegno nella lotta alle mafie, attraverso il sinergico coinvolgimento di istituzioni, associazioni e cittadini. Di tutti. Nessuno escluso.
«Ho conosciuto Paolo Miggiano quando ho guidato la Méhari di Giancarlo Siani a Napoli, a settembre del 2013.
Paolo Miggiano racconta quella giornata e descrive il percorso della Méhari notando come, quel giorno, man mano che il percorso proseguiva dal Vomero a Chiaia, la presenza di persone e telecamere diminuiva invece che aumentare; registra l’assenza di quella Napoli per bene che quando ci deve essere non c'è mai.   Di quella Napoli sempre pronta a difendere Napoli al bar, per strada, su Facebook, ma che raramente si scomoda per esserci, quando fare numero non è solo importante, ma è proprio fondamentale.   Dove tutti sono eroi non lo è più nessuno. Dove tutti sono bersaglio non lo è più nessuno».
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