
Il Forum Universale delle Culture è nato per iniziativa della città di Barcellona, che a partire dal 1996, si è attivata, insieme all'Unesco, per ideare un nuovo grande evento che fosse in grado di porre la città al centro dello scenario culturale internazionale.
L'evento è nato con l'intento di offrire, attraverso il confronto ed il dialogo tra i popoli, risposte ai problemi posti dall'accelerazione dei processi di globalizzazione, rivolgendo lo sguardo alle ineguaglianze, alle nuove povertà, ai massicci movimenti migratori che generano forti impatti politici, sociali, economici e religiosi. Puntando sul "valore della coesistenza" sono state proposte iniziative legate alla promozione del rispetto per la diversità, al valore della ricchezza culturale, con attività volte a migliorare l'accesso alle informazioni e alla conoscenza, per favorire nuove opportunità di sviluppo.
La prima edizione del Forum (dal 9 marzo al 26 settembre 2004 a Barcellona) è stata organizzata attorno a tre assi tematici - diversità culturale, sviluppo sostenibile, condizioni per la pace - che sono diventati il fulcro di azioni significative in grado di promuovere una partecipazione sociale attiva, di incidere su una più diffusa rigenerazione economica e urbana della città, proiettandola contemporaneamente su scala internazionale. L'occasione del Forum ha permesso anche la riqualificazione di zone della città catalana ed in particolare di un'area di 500.000 mq dove si è svolto l'evento. L'iniziativa è stata di tale successo da far nascere una fondazione che si occupa della diffusione dell'evento e da determinare una competizione internazionale tra le città che ambiscono ad ospitare l'evento.

La seconda edizione del Forum si è svolta in Messico, a Monterrey, dal 20 settembre all'8 dicembre 2007 e si è sviluppata sui tre assi tematici del Forum di Barcellona - Diversità culturale, Sviluppo sostenibile e Condizioni per la pace, e su un quarto tema dedicato alla Conoscenza.
La capitale del Nuevo Leon, che ha battuto la concorrenza di importanti città come Fukuoka (Giappone) e Durban (Sud Africa), è stata scelta non solo perché promuovesse, in un continente diverso da quello europeo, l'incontro tra la cultura anglosassone e quella latino americana ma soprattutto perché si è posta come un vero e proprio centro di eccellenza nel campo della formazione e dell'istruzione; ha infatti la più alta percentuale di scuole, istituti e centri di educazione superiore pro capite. Infine, per la sua posizione strategica, non lontana dal confine americano, strategico bacino di potenziali visitatori.
"La Città di Napoli ha partecipato al Forum Universale delle Culture a Monterrey - ha dichiarato Nicola Oddati, Assessore alla Cultura del Comune di Napoli - considerandolo una grande opportunità strategica per giocare un ruolo nel dibattito generale sui temi culturali e sociali che costituiscono le sue più antiche e profonde radici. La città ha portato a Monterrey le sue eccellenze e le sue complessità, al fine di condividere le prime e cercare nuove soluzioni per affrontare le seconde, confidando nella possibilità di imparare nuove modalità di risoluzione dei problemi attraverso il confronto con diverse esperienze in tutto il mondo".
Oddati, che ha coordinato le attività legate all'evento messicano, ha sottolineato come gli assi tematici del Forum Universale delle Culture affrontino importanti e significative questioni da sempre al centro dell'agenda politica internazionale. Per queste ragioni la città di Napoli si è candidata ad ospitare il Forum Universale delle Culture nel 2013. Napoli è una città naturalmente aperta al Mediterraneo, area strategica e cerniera per le culture e gli scambi.
Napoli è una città al centro di flussi che oscillano tra conflitti e armonia. Per costruire la Pace sarà necessario il confronto tra le culture dell'Europa, dell'Africa, dell'Asia e delle Americhe, tra tutte le fedi religiose ed il pensiero laico, tra le molteplici visioni del vivere e dell'abitare.
La città di Napoli si è proposta di fare la sua parte per contribuire a costruire questo percorso accettando la sfida di ripensare se stessa come città aperta allo scambio interetnico ed interculturale come la sua storia dimostra.
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