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Chiesa di Sant'Eligio al Mercato

Interno

La Chiesa di Sant' Eligio Maggiore è una delle prime chiese angioine realizzate a Napoli e rappresenta uno degli esempi del gotico meridionale che più si avvicina al gotico d'oltralpe. La Chiesa, insieme all'ospedale che sorgeva a fianco, fu principiata negli anni '70 del XIII secolo sotto re Carlo I d'Angiò. L'abside poligonale volge ad est, verso piazza Mercato, mentre l'ingresso della Chiesa è dal lato destro, prima dell'arco con il famoso Orologio, con il bellissimo portale strombato della fine del 1200, unico del genere nella nostra Città, certamente opera di maestranze francesi, con elementi zoomorfi e fitomorfi scolpiti in forte aggetto.

L'interno è a tre navate, accresciute di una quarta alla fine del XVI secolo. La copertura della navata centrale e del transetto è a capriate lignee, mentre le navatelle laterali e l'abside presentano una copertura a volta costolonata in tufo giallo con le membrature in piperno. Alla quarta navata, che faceva parte dell'antico ospedale, si accede attraverso due grandi arcate in piperno di stile tardo rinascimentale. Qui si ammirano frammenti di affreschi del XIV secolo, di diversi autori, tra cui il "maestro della Cappella della Leonessa" in San Pietro a Maiella.

Sul pilastro, all'inizio della navatella sinistra, si conserva un frammento di affresco trecentesco raffigurante un santo che calza la tiara, un Santo Papa, la cui identificazione è incerta. Il monumento di maggior rilievo è la "Monumentale incorniciatura marmorea", attribuita alla bottega dei Malvito, datata al 1509, della Cappella della Congregazione dei Lanii (macellai). Qui era posta una grande cona d'altare in terracotta, dipinta di Domenico Napolitano, raffigurante Profeti e Sibille, di cui alcuni frammenti, recentemente restaurati, sono conservati presso il Museo di San Martino di Napoli.

 
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