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cenni storici

Particolare di stampa antica
personificazione del fiume Sebeto con lo stemma della città di Napoli

Le prime tracce di una organica raccolta di documenti riguardanti la municipalità si hanno nel periodo a cavallo dei secoli XV e XVI, quando gli atti comunali di Napoli erano custoditi nella sede municipale del convento di San Lorenzo Maggiore.
Da allora il corpus archivistico fu trasferito in vari luoghi, peregrinando dai Banchi Pubblici al deposito delle farine presso il molo del Mandracchio, ed ancora presso il Monte di Pietà a San Biagio de' Librai e nel convento di San Pietro A Majella, in vari depositi di derrate, in case affittate a tale scopo e finanche nelle abitazioni di funzionari municipali.
Le istanze da tempo avanzate da vari movimenti culturali, in ordine ad un nuovo modo di intendere e conservare gli archivi, iniziarono a concretizzarsi solo a seguito delle vicende storiche legate alla Rivoluzione francese ed alle trasformazioni che queste operarono sul tessuto politico, sociale, culturale e nell'amministrazione della cosa pubblica, trovando applicazione anche nell'ambito della conservazione e fruizione dell'Archivio Storico Municipale.

 

La rivalutazione di quanto era considerato strumento per la memoria storica fu però osteggiata dalle continue mutazioni politiche, per cui, malgrado le disposizioni deliberate dall'autorità amministrativa tra il 1823 ed il 1825 sulla tenuta dell'Archivio Storico, la situazione di fatto non mutò rispetto ai decenni precedenti, anzi dall'immobilismo del materiale archivistico, si passò a lunghe peregrinazioni dei fondi che portarono i vari monconi d'archivio nel convento di Sant'Anna de' Lombardi a Monteoliveto e, nel 1853, circa ottanta pergamene furono tolte da quella sede e depositate nel Grande Archivio del Regno delle Due Sicilie. Infine, nel 1867, la gran parte della documentazione fu concentrata nel Palazzo di San Giacomo.
Durante il secondo conflitto mondiale, si pensò a custodire i fondi documentari sistemandoli in locali posti al disotto della Torre del Beverello in Castel Nuovo; ma le carte, protette da eventuali danni bellici, furono invece oggetto di un atto vandalico: il 4 marzo del 1946 un incendio di natura dolosa mutilò gravemente la consistenza del corpus archivistico.
Dopo il 1980 l'Archivio Storico Municipale di Napoli si è arricchito di nuove sezioni provenienti dalle ex Istituzioni di Pubblica Assistenza e Beneficenza.

 

I più eminenti riordinatori dell'Archivio Storico Municipale

 
foto di Bartolommeo Capasso

Bartolommeo Capasso (1815-1900). "Colosso degli studi storiografici ed archivistici dell'Italia meridionale", fu autore di pregevoli studi sulla storia e sulla tradizione culturale della città. Socio di prestigiose accademie sia italiane che estere, fu tra i fondatori della Società Napoletana di Storia Patria rivestendone la carica di presidente dal 1883 fino all'anno della sua morte.
Dal 1882 al 1900 ebbe l'incarico di soprintendente dell'Archivio di Stato di Napoli e, dopo essersi già dedicato alla classificazione dei documenti conservati presso l'Archivio Storico municipale napoletano, il 26 novembre 1879 ebbe dalla Giunta comunale guidata dal Sindaco Girolamo Giusso la nomina a "Sovrintendente Generale dell'Archivio e direttore della Biblioteca del Comune di Napoli". Fu anche presidente della Commissione comunale per la salvaguardia dei monumenti.
Frutto del suo prezioso lavoro di riordino dell'Archivio storico cittadino fu il Catalogo ragionato dei libri, registri e scritture esistenti nella sezione antica o prima serie dell'Archivio Storico Municipale di Napoli (1387-1806), Napoli 1876-1899.

 
 
Foto di Alessandro Cutolo

Alessandro Cutolo (1899-1995). Professore ordinario di Storia medievale all'Università di Roma, formatosi alla scuola di Benedetto Croce, nel 1928 ebbe dal Regio Commissario al Comune, Dante Almansi, l'incarico di "provvedere alla direzione, all'ordinamento ed alla valorizzazione dell'Archivio Storico del Comune di Napoli".
In quel periodo diede vita alla collana editoriale Documenti e monografie di storia comunale napoletana nel cui ambito pubblicò due dei suoi numerosi studi: I privilegi dei sovrani angioini alla Città di Napoli, Napoli 1929 e Il Decurionato di Napoli (1807-1861), Napoli 1932.
Fu curatore e protagonista, riscuotendo grande popolarità, di una delle prime rubriche di divulgazione culturale della televisione italiana: "Una risposta per voi", andata in onda dal 1954 al 1968.

 
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