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Napoli Città Autonoma

Panorama di Napoli
Foto di Antonio Maiorano

Autonomia in 5 punti

Liberatoria. Dagli stereotipi di città assistita e da quelli di minorità indotta. Nessun popolo al mondo è privo della capacità di governarsi.
Positiva. Napoli punta sulla valorizzazione di sé, riscopre la propria identità e non si accontenta più delle briciole dello Stato centrale.
Costituzionale. L'art.5 della Costituzione riconosce le autonomie locali e il decentramento dei poteri amministrativi.
Responsabile. Da oggetto di potere a soggetto di pensiero. Napoli costruisce un modello di autogoverno e gestisce risorse proprie.
Mediterranea. Napoli crocevia di popoli e culture, riferimento del Sud Italia che riscopre i valori mediterranei della democrazia e dell'inclusione sociale.

 

L'innovazione politica cui tende la città di Napoli, attraverso un esercizio di reale democrazia e partecipazione, trova riscontro nel recupero dell'identità e nella prospettiva dell'autonomia, intesa come opportunità che viene dalla cooperazione e dalla costruzione coraggiosa di un modello di autogoverno che mette al centro dei processi decisionali il volere del popolo sovrano. Napoli, nell'autonomia, trova la libera espressione della propria grande storia, torna ad essere esempio e leadership di pensiero, ecosistema di innovazione sociale, di economia civile e responsabile che impatta in positivo il mondo. Autonomia che diventa valorizzazione della cultura, dai musei alle università, che favorisce una visione disinquinata e disintermediata di Napoli, al fine di potenziare una città unica nella sua universalità.

In questa cornice è tracciata la proposta di legge "NA-Napoli Autonoma" presentata alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica nel maggio 2016:

"Napoli Autonoma è un ente territoriale i cui attuali confini sono quelli del Comune di Napoli e dispone di speciale autonomia, statutaria, amministrativa e finanziaria, nei limiti stabiliti dall'art. 119 della Costituzione. L'ordinamento di Napoli Autonoma è diretto a garantire il miglior assetto delle funzioni che Napoli è chiamata a svolgere quale principale metropoli e motore di sviluppo dell'Italia meridionale, patrimonio Unesco nonché sede nazionale dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni."

 
 

Come primo passo verso una più ampia autonomia il Comune di Napoli deve diventare autonomo dal punto di vista fiscale, in linea con la Costituzione, senza cessare di chiederne l'applicazione e quindi i livelli di servizi omogenei sul territorio nazionale, la perequazione e, quando necessario, interventi speciali per rimuovere gli squilibri economici e sociali e favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona. Dal 2010 al 2015 i trasferimenti statali ai Comuni sono stati ridotti considerevolmente.

A Napoli, in particolare, sono stati decurtati del 60% con una perdita di oltre quattrocento milioni di euro a danno dei servizi complessivi della città. La proposta è rinunciare a 259 milioni di fondo di solidarietà comunale in cambio di imposte legate al territorio, per un importo equivalente. Il Consiglio comunale è ribattezzato Assemblea Partenopea e la città, acquisisce poteri per valorizzare le proprie ricchezze, a partire dai beni culturali. L'avvio di un circuito virtuoso di una città che ritrova l'orgoglio e torna a credere in se stessa, può avere un effetto positivo sull'aumento del gettito sugli immobili, sul lavoro, e sulla possibilità di abbassare le imposte proprie del Comune.

L'autonomia non si siede sulla poltrona della lamentazione ma su una forte assunzione di responsabilità. Autogovernarsi vuol dire investire per la rinascita di un sistema socio-economico napoletano legato all'innovazione tecnologica e alla riscoperta di antichi mestieri e vocazioni territoriali, a partire dal rapporto peculiare della città con il mare; vuol dire puntare sulla riqualificazione urbana del centro come delle periferie, sul miglioramento della rete di trasporto pubblico, integrando la rete urbana a quella della Città metropolitana, sull'attrazione di investimenti e di flussi turistici e sulla valorizzazione di un polo universitario che sta per festeggiare gli otto secoli di storia. Inoltre, un'amministrazione autonoma è coinvolta direttamente nella programmazione e nella spesa dei Fondi Comunitari e quindi nella gestione del patrimonio artistico, portuale e commerciale della città, attraverso un negoziato diretto con Bruxelles sull'uso delle risorse, bloccate in Regione e Ministeri. Napoli Città Autonoma punta a disporre di mezzi propri per alimentare il sistema della ricerca tecnica e scientifica tra i più rinomati al mondo: i giovani napoletani rafforzeranno la città e il suo popolo, senza emigrare.

Favorire le economie locali e in particolare le attività dell'agricoltura e dell'artigianato di qualità è un obiettivo di primaria importanza per la crescita territoriale. Realizzare una forte autonomia combacia con la capacità di restituire alla città la sua memoria storica attraverso interventi sulla toponomastica e attraverso iniziative, finanche di natura legale, a difesa della reputazione di Napoli e perciò a tutela del turismo e delle sue potenzialità di sviluppo. Ufficio stampa e ufficio legale del Comune sono macchina di rappresentazione positiva e difesa pro-attiva dell'immagine della Città. La realizzazione di un progetto di così grande portata, trova completo compimento nel rivolgersi ad una conurbazione più vasta come quella della Città Metropolitana, con iniziative improntate all'individuazione di un nome da dare alle 280 ex strade provinciali per recuperare identità e predisposizioni territoriali; una tariffa metropolitana per i taxi o il cambio del sistema tariffario della tangenziale per brevi percorrenze.

Uno degli obiettivi specifici del progetto coincide con l'istituzione di un "comitato di saggi" presieduto dal Sindaco, formato da sani imprenditori per settore, giuristi, esperti di economia, accademici, docenti di storia e artisti, che su base volontaria definiscano priorità di intervento e proposte per la concretizzazione del manifesto politico e amministrativo di Napoli Città Autonoma per riportare Napoli a faro della cultura e del progresso umano, levando il velo di menzogna che ne ha infangato identità e dignità per più di un secolo. Non a discapito dell'altro, ma a suo totale vantaggio e sostegno. Difendere le autonomie locali contro scelte politiche nazionali che strangolano i diritti della parte più debole del Paese, è la sfida dei prossimi cinque anni. Il Sud ha bisogno di una voce di riscatto. Napoli sarà il suo megafono.

 
Flavia Sorrentino
 

Flavia Sorrentino è delegata del Sindaco per l'autonomia della città

flavia.sorrentino@comune.napoli.it

 
 
 

Attività realizzate

  1. Delibera di G.C. n. 199 del 19 aprile 2017. Revoca Cittadinanza Onoraria Enrico Cialdini: la revoca è stata decisa come atto di riconoscimento della memoria storica delle vittime delle stragi che il Generale Cialdini ha perpetrato nel nostro territorio e nel Mezzogiorno d'Italia;
  2. 18 aprile 2017. Sportello online Difendi la Città: il Comune istituisce lo sportello Difendi la Città per raccogliere le segnalazioni dei cittadini relative alle offese diffamatorie contro Napoli, per tutelare la dignità del territorio, l'immagine e la reputazione della città e del popolo partenopeo.
 
 
 
 
 
 
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