Descrizione
Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato la delibera 288 relativa al Piano per la programmazione delle aperture degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di produzione di alimenti e di vicinato con consumo immediato sul posto nel centro storico, sito UNESCO, e nelle aree della cosiddetta Buffer zone.
L'assessora alle Attività Produttive Teresa Armato ha illustrato il provvedimento, ricordando la precedente regolamentazione del 2023 che per la prima volta ha vietato le aperture di nuove attività di somministrazione nel centro storico, sito Unesco. Il Piano - elaborato in collaborazione con la Regione Campania, le associazioni di categoria e la commissione comunale competente - mira a garantire che le attività commerciali possano operare nel cuore della città con regole chiare orientate alla qualità . Il sistema di punteggi introdotto, che considera requisiti strutturali e gestionali, disciplina le nuove aperture nelle quattro aree in cui è suddiviso il territorio interessato, con previsioni specifiche per alcune strade: a San Gregorio Armeno potranno insediarsi esclusivamente attività di artigianato dei pastori, mentre Port'Alba sarà riservata alle librerie.
Il presidente della commissione AttivitĂ Produttive Luigi Carbone ha espresso soddisfazione per il percorso che ha condotto alla stesura del piano, ricordando che le nuove norme si applicano alle aperture future e introducono in modo stabile il principio che le attivitĂ di ristorazione e somministrazione devono disporre di spazi adeguati a garantire un'offerta di qualitĂ . Carbone ha quindi annunciato la presentazione di una serie di emendamenti elaborati dalla commissione, tra i quali uno dedicato alla tutela delle botteghe storiche.
Nel dibattito sono intervenuti diversi consiglieri. Massimo Cilenti (Napoli Libera) ha ringraziato l'assessora Armato per un lavoro che mette ordine nelle attività consentite nel centro città , introducendo regole chiare a favore di un commercio compatibile con le caratteristiche del contesto urbano. Gennaro Esposito (Misto) ha sollevato una riflessione critica di natura urbanistica, definendo il piano uno strumento che disciplina ma non governa né controlla in modo efficace, segnalando in particolare l'insufficienza degli spazi previsti per il passaggio e l'assenza di un reale contingentamento dei nuovi ingressi, elementi che a suo avviso non tutelano adeguatamente la qualità delle attività insediate. Iris Savastano (Forza Italia) ha giudicato il provvedimento un passo avanti atteso da tempo in un settore che necessitava di interventi, pur rilevando un ritardo imputabile anche alle politiche permissive dell'amministrazione precedente. Ha condiviso l'impianto di tutela del centro storico e delle attività storiche e di qualità , ma ha invitato a scongiurare il rischio di un effetto museo nel cuore della città , sottolineando che le attività economiche sane generano ricchezza e occupazione e che le regole devono essere omogenee per evitare discriminazioni. Il gruppo ha presentato una mozione di accompagnamento che chiede la tutela dell'artigianato di qualità e delle botteghe storiche, il disincentivo alla vendita di oggetti in serie, l'istituzione di un tavolo permanente di consultazione con gli operatori del settore in assessorato, e controlli reali ed efficaci affinché le nuove norme trovino concreta applicazione. Pasquale Esposito (Partito Democratico) ha richiamato gli anni delle aperture indiscriminate nel centro storico e ha riconosciuto negli interventi dell'attuale amministrazione un'inversione di rotta necessaria, ribadendo l'importanza di controlli puntuali, di una tutela efficace delle attività storiche e di qualità e di politiche di incentivo per le nuove aperture in altre zone, nell'ottica di una rivitalizzazione diffusa della città . Gennaro Rispoli (Napoli Libera) ha infine ricordato il ruolo che le attività commerciali svolgono in alcune zone del centro come presidio di sicurezza per i cittadini, auspicando che l'attenzione alle regole non faccia perdere di vista la priorità della crescita della comunità . Prima dell’approvazione a maggioranza della delibera, con l’astensione del consigliere Gennaro Esposito (Misto), sono state licenziate dall’Aula due mozioni di accompagnamento, un ordine del giorno e dieci emendamenti.