Descrizione
L'Assessore Baretta ha illustrato i risultati del rendiconto della gestione 2025, approvato con deliberazione di Giunta n. 194 del 30 aprile 2026 e ora sottoposto all'esame del Consiglio. L'esposizione complessiva del Comune si attesta a fine 2025 a 3,4 miliardi di euro, composta da circa 1,4 miliardi di disavanzo e 2,043 miliardi di debito finanziario, di cui circa 699 milioni relativi alla quota interessi. Il dato va letto nella sua prospettiva storica: quattro anni fa il totale tra debito e disavanzo sfiorava i 5 miliardi. La riduzione di circa 1,6 miliardi rappresenta, nelle parole dell'Assessore, uno sforzo di risanamento rilevante, reso possibile anche grazie al Patto per Napoli, che ha consentito di invertire una tendenza negativa consolidata.
Se questo ritmo venisse mantenuto, ha sottolineato Baretta, Napoli potrebbe uscire dal disavanzo entro il 2030, con due anni di anticipo rispetto alla scadenza del 2032, lasciando alla prossima consiliatura la possibilità di impostare scelte di prospettiva. Un obiettivo che tuttavia richiede la massima attenzione: il bilancio assorbe ogni anno circa 170 milioni per il servizio del debito e 140 milioni per il ripiano del disavanzo, per un totale di 310 milioni che non sono disponibili per la spesa corrente o gli investimenti. L'avanzo di 6,7 milioni registrato a consuntivo non è liberamente utilizzabile, essendo destinato a defalcare l'ultima parte del debito.
Un elemento di attenzione riguarda il venir meno, a partire da quest'anno, di circa 70 milioni di contributo statale: un segnale che impone, pur nel quadro positivo, di non allentare la guardia. Sul versante delle entrate, Baretta ha segnalato risultati incoraggianti: l'IRPEF ha fatto registrare incassi superiori di 10 milioni rispetto al previsto, con 240 milioni recuperati negli ultimi tre anni grazie al miglioramento della riscossione; positiva anche la modifica richiesta al Governo sui ruoli dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione. In senso opposto si muove la tassa di soggiorno: a fronte della crescita del flusso turistico, il gettito non cresce in misura proporzionale, segnalando un tasso di evasione che, ha detto Baretta, va affrontato con decisione. Tra i risultati più significativi, l'Assessore ha indicato la riduzione dei tempi medi di pagamento ai fornitori a 29 giorni, un risultato che migliora concretamente le condizioni di chi lavora con l'Ente. I debiti fuori bilancio ammontano a 32 milioni di euro, in larga parte originati da sentenze in materia di codice della strada, una questione che andrà affrontata in modo strutturale. In prospettiva, saranno a breve operative le risorse del prestito BEI, mentre la conclusione del PNRR — che ha portato a Napoli circa un miliardo di investimenti — pone un tema che dovrà essere affrontato a livello nazionale, per evitare che il termine dei finanziamenti si scarichi interamente sui bilanci comunali.
Il presidente Savarese d'Atri ha commentato positivamente il quadro d'insieme, pur sottolineando la necessità di rafforzare i controlli sulla tassa di soggiorno e di estendere l'approccio adottato con successo per la riscossione anche alla materia edilizia, attraverso la costituzione di una task force dedicata.
La consigliera Flavia Sorrentino (Napoli Solidale Europa Verde Difendi la Città) ha riconosciuto il lavoro svolto per costruire una cultura del bilancio pubblico, ma ha richiamato l'attenzione sulle sfide aperte: la necessità di potenziare servizi essenziali come igiene urbana, raccolta rifiuti e sicurezza, il tema della distribuzione equa della ricchezza prodotta dalla trasformazione in atto nella città e la questione della contrattazione politica con il Governo centrale sulle risorse destinate alle grandi città metropolitane. La consigliera Anna Maria Maisto (Azzurri Noi Sud Napoli Viva) ha posto il tema della riscossione della Tari, in particolare nei confronti degli enti pubblici e dei grandi debitori.
Politiche per la casa: il punto sugli sgomberi negli alloggi ERP
La seconda parte della seduta è stata dedicata alla disciplina degli sgomberi negli alloggi di edilizia residenziale pubblica del Comune di Napoli. A seguito della delibera consiliare che ha fissato le priorità di intervento — con precedenza agli alloggi occupati da soggetti condannati per reati non colposi con pena non inferiore a sette anni — la Commissione ha fatto il punto sullo stato di attuazione. L’assessore alla Polizia Municipale Antonio De Iesu ha spiegato le modalità con cui si procede agli sgomberi e la differenza tra i casi in cui procede direttamente la polizia locale e quelli in cui occorre la partecipazione delle forze dell’ordine, previa condivisione con la Prefettura. Ancora è possibile procedere alle verifiche preliminari attraverso la Guardia di Finanza nei casi più complessi, come previsto dalle nuove norme nazionali in materia.
L'Assessore De Iesu ha chiarito che in presenza di soggetti fragili nei nuclei familiari interessati, minori o persone con disabilità, è necessaria la preventiva individuazione di soluzioni adeguate, anche in considerazione della mancanza di alloggi alternativi non disponibili.
Il consigliere Salvatore Guangi (Forza Italia) ha stimato in circa 60 i casi urgenti, richiamando la necessità di rispettare le priorità stabilite dalla delibera e di affrontare la specificità degli alloggi occupati da molto tempo, spesso da nuclei che includono soggetti fragili. Il consigliere Gennaro Acampora (Partito Democratico) ha ribadito la centralità del criterio di legalità definito dalla delibera, chiedendo che venga rigorosamente applicato, e ha sollecitato un approfondimento anche sui temi dell'assegnazione degli alloggi nel rispetto della graduatoria regionale, delle volture, delle regolarizzazioni e delle vendite.
L'Assessore Baretta ha invitato a distinguere tra la logica dei casi singoli e la necessità di una linea politica generale condivisa. Non siamo di fronte ad una campagna di sgomberi, ha precisato, e dei circa mille sgomberi formalmente attivati la grande maggioranza rimane non eseguita: un dato che impone una riflessione politica, anche tenuto conto che le forze di polizia non possono garantire più di quattro o cinque interventi al mese e che nel 90 per cento dei casi sono riferibili a nuclei familiari in cui sono presenti soggetti in condizione di fragilità. Il recente decreto casa apre inoltre alla possibilità della vendita degli alloggi, un'opzione su cui, ha concluso Baretta, è necessario avviare un ragionamento ampio e approfondito.