Cos'è
Si presenta per la seconda volta ma in una nuova sede, a cura del Comune di Napoli e dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli – nella cornice fascinosa della Real Casa dell’Annunziata –, dopo la première alla “Cittadella” (sede dell’Istituto), la raccolta di versi di Giosè Bonsangue appena uscita: Hortus Conclusus, Napoli, Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, 2025.

Insomma, vale la pena conoscere Hortus Conclusus e condividerne insieme le tematiche dolci e inquietanti che attraversano queste poesie – così personali ma così universali.
Come scrive il prefatore Roberto Pasanisi, nella conclusione del breve saggio introduttivo: «la poesia è ‘arte trasformazionale’, come l’esoterica magia degli alchimisti pre-moderni, prima che il Rinascimento introducesse il metodo scientifico sperimentale. È la chimica poetica di cui ci parlava Paul Valéry, quando le cose di ogni giorno si fondono e si riverberano a creare un nuovo spazio, un nuovo mondo, un sogno che ancóra si perpetua, nonostante tutto, per sempre.
Così Anatomia di una mano e di un bicchiere diventa un’oraziana ars poetica, una verlainiana art poétique di se stessa: memoria, sogno, ricordi, il tentativo estremo – coraggioso e disperato insieme – di riafferrare attraverso le cose una realtà smarritasi nel più profondo dell’inconscio e trasumanarla in una dolce e pur dolorosa nostalgia. Altrove è la vita, altrove è la poesia, altrove è il miracolo, perché “ancora / altrove /insiste una vita”».
Sono infatti, quelli di Giosè – pittrice e scultrice –, versi densi e sofferti, coerenti e profondi, che danno la misura di una ‘storia dell’anima’, evocando temi molteplici cari all’autrice ma anche vicini alla vita di tutti noi: la nostalgia del ricordo, il passato che vibra cristallino e insieme cupo nel presente, la parola che risuona eterna nell’arte sublime della poesia, in quella visione umanistica del mondo che è l’eredità che ci hanno lasciato i classici e che rappresenta ormai l’ ‘ultima spiaggia’ per un’umanità sempre più perduta nei meandri oscuri dello smarrimento esistenziale e della distruttività imperante nella tarda modernità del mondo occidentale dominato da un neo-capitalismo sempre più vorace e furente, volto a colonizzare fino l’anima mundi.