“Vedi Napoli e poi mangia” 2026

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La quarta edizione della rassegna ideata, sostenuta e promossa dall’Assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli

Data pubblicazione:
24 Marzo 2026
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Descrizione

Dal 26 marzo al 3 maggio

20 appuntamenti con la direzione artistica e la curatela scientifica di Marino Niola: racconti, show cooking e performance musicali alla scoperta della storia e della cultura di Napoli attraverso le pietanze tipiche e internazionali. Completano il programma 6 concerti nelle chiese

In occasione della Pasqua, torna, con la quarta edizione, “Vedi Napoli e poi Mangia”, rassegna ideata, sostenuta e promossa dall’Assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli. A illustrare il progetto e il programma alla stampa a Palazzo San Giacomo in Sala Giunta, insieme all’assessora Teresa Armato, l’antropologo Marino Niola, professore di Antropologia dei Simboli Università Suor Orsola Benincasa; Carlo Morelli, presidente Associazione ad Alta Voce ETS; Marco Caputi, chef 1 Stella Michelin; Alessandro Condurro, AD L’Antica Pizzeria da Michele in the world. Dal 26 marzo al 3 maggio, in programma 20 appuntamenti con racconti, show cooking e performance musicali alla scoperta della storia e della cultura di Napoli attraverso le pietanze tipiche e internazionali e 6 concerti nelle chiese.

Tutti gli eventi sono gratuiti. Per partecipare agli appuntamenti è necessaria la prenotazione su eventbrite. L’ingresso ai concerti è libero fino a esaurimento posti.

 

«Vedi Napoli e poi Mangia è una rassegna dedicata alla nostra grande tradizione enogastronomica. È un modo per raccontare le nostre pietanze dal punto di vista culturale e storico. Attraverso, racconti di storici, esperti e giornalisti, show cooking e testimonianze di grandi chef ed esponenti della cultura e dello spettacolo, i nostri piatti diventano un’esperienza. Al primo evento dedicato al babà ci sarà Marisa Laurito special guest. Su indicazione del Sindaco Manfredi, parte della programmazione di questa edizione è dedicata al mare, avendo come orizzonte l’America’s Cup. Ci sarà spazio per i piatti che nascono dal mare e per i circoli che si trovano sul mare. Avremo qualcosa di curioso, legato alla tradizione culinaria povera e a Eduardo De Filippo: gli spaghetti alle vongole fujute. Tutto questo rientra in una programmazione annuale degli eventi, che è quello che ci chiedono gli operatori del settore e che sta piacendo ai tantissimi turisti che scelgono la nostra città. A gennaio abbiamo avuto un milione e 750mila presenze, a febbraio un milione e 700mila presenze, per marzo attendiamo fine mese per un consuntivo. I dati rilevati ad oggi dall’Osservatorio Turistico Urbano sono di un milione e 600mila presenze per marzo. Manca ancora una settimana alla fine del mese e siamo molto vicini al dato di marzo 2025: un milione e 700mila presenze». Così l’Assessora Teresa Armato.

 

«Negli ultimi due anni, all’estero è cresciuto il soft power della città, la sua reputazione. Napoli torna a essere la capitale del Grand Tour, ma in versione pop: sta diventando capitale del turismo della Generazione Z perché offre la possibilità di fare turismo non solo agli altospendenti. A differenza di altre città d’arte, il turista a Napoli viene a cercare non solo i monumenti ma anche l’arte di vivere. E il cibo è tutto questo: è il nostro rapporto con gli altri, con il mondo. Credo non ci sia modo migliore per conoscere una città che mangiarsela. Assaggiandone i piatti, i turisti assaggiano un pezzo dello spirito napoletano». Così l’antropologo Marino Niola.

 

«Questa è un’iniziativa bellissima perché lega la gastronomia partenopea ai posti storici e belli da visitare a Napoli. In generale, la gastronomia muove tante persone. In questo caso farà da traino per portarle a visitare luoghi meno conosciuti. Io sarò al Complesso di Regina Coeli il 2 maggio e presenteremo il sartù di riso, un piatto storico della tradizione napoletana che nasce verso la fine del Settecento sulle tavole degli aristocratici». Così lo chef Marco Caputi.

 

«La pizza continua a occupare la prima posizione tra le pietanze amate da cittadini e turisti. Ad oggi, L’Antica Pizzeria da Michele è presente in 80 città del mondo e in ogni luogo porta i sapori della tradizione napoletana che viene accolta con entusiasmo. Questa rassegna è davvero bella e importante per la capacità di diffondere in ogni appuntamento conoscenza sulla cucina napoletana e sui luoghi meravigliosi della nostra città. Noi proporremo il 3 aprile al Teatro Trianon Viviana la pizza marinara con le alici». Così Alessandro Condurro.

 

«Il cibo a Napoli è cultura, arte, poesia, teatro, musica. L’idea dell’assessora Armato, insieme al professore Niola, di unire tutto in un calendario di appuntamenti straordinario, è grandiosa ed è un potente divulgare dell’identità e dell’autenticità della città. Il 25 aprile, nella Chiesa di San Potito, dirigerò il Coro della città di Napoli per il concerto “Onde di libertà”, un omaggio al mare che bagna Napoli». Così il maestro Carlo Morelli.

 

L’edizione 2026 di “Vedi Napoli e poi Mangia” è organizzata dall’Associazione Santa Chiara Orchestracon direzione artistica e curatela scientifica di Marino NiolaOgni evento è un percorso esperienziale che invita cittadini e turisti a scoprire un patrimonio culturale vivo, stratificato nei secoli, capace di restituire la città nei suoi momenti fondamentali: la strada e la casa, la festa e la devozione, l’artigianato e l’eccellenza, il mare e la terra. Il racconto è affidato a studiosi, autori, docenti universitari e firme autorevoli del giornalismo gastronomico. Protagonisti degli show cooking saranno chef, pizzaioli e maestri pasticcieri che, prima della degustazione, illustreranno dal vivo tecniche, passaggi e segreti delle ricette della tradizione. Il racconto gastronomico sarà accompagnato da momenti musicali dedicati alla tradizione della canzone napoletana.

Le pietanze di cui si scopriranno storie, segreti e influenze di mondi lontani: babà, scagliozzi e verdure fritte, spaghetti alle vongole fujute, caprese, pizza marinara con le alici, graffa – ombelico della sirena, casatiello, migliaccio dolce, alici fritte, maccheroni alla lardiata, pastiera napoletana, pacchero pomodorini olive e baccalà, casatiello dolce, polpo alla luciana, sfogliatella, braciola, pizza chiena e tatiello, pasta cresciuta, sartù di riso, gattò di patate.

Vedi Napoli e poi Mangia” attraversa la città, componendo una geografia del gusto, che unisce centro storico, Lungomare Caracciolo, area Ovest e area Est: luoghi monumentali, spazi culturali e sedi marittime compongono uno straordinario percorso diffuso. Nel centro storico, appuntamenti in programma al Monastero di Santa Chiara, al Monastero delle TrentatréPalazzo Serra di Cassano, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Teatro Trianon Viviani e Fondazione Il Canto di Virgilio. Sul Lungomare Caracciolo, Circolo Rari Nantes Napoli, Circolo Canottieri Napoli e Fondazione Dohrn. Nell’area Ovest Circolo ILVA Bagnoli. Nell’area Est Chiesa di San Francesco e Santa Chiara. Completano questa mappa urbana con una forte identità storica e culturale, il Complesso Monastico di Santa Maria Regina Coeli, luogo di grande continuità religiosa e artistica; e il Complesso Monumentale Vincenziano ai Vergini, nel Borgo dei Vergini, spazio nato per l’accoglienza e oggi punto di incontro tra memoria urbana e vita culturale. A questi luoghi, si aggiungono le chiese che ospiteranno i 6 concerti: Chiesa di Maria Santissima Desolata, Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, Chiesa di San Vincenzo de’ Paoli, Duomo di Napoli, Chiesa di San Francesco delle Monache, Chiesa di San Potito.


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Ultimo aggiornamento: 24/03/2026, 15:35

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