Descrizione
La chiusura con il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, l’Assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato e Marisa Laurito, madrina dell’edizione 2026
Venti appuntamenti con il gusto con la curatela scientifica dell’antropologo Marino Niola, sei concerti nelle chiese e un pubblico di 6.000 persone. Sono questi i numeri della quarta edizione della rassegna “Vedi Napoli e poi Mangia”, ideata, sostenuta e promossa dall’Assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, che, per questa edizione ha avuto una madrina d’eccezione: Marisa Laurito.
Il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e l’assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armatohanno partecipato all’evento di chiusura al Circolo Nautico Posillipo, ultima tappa di una geografia del gusto che ha portato sapori, racconti e musica al centro storico, sul Lungomare Caracciolo, a Napoli Ovest e Napoli Est. “Il gattò di patate. Nome francese, anima napoletana”, con storia, aneddoti e curiosità raccontati daMarino Niola e Marisa Laurito, che, a sorpresa, ha chiuso la performance musicale “Partenoplay” con Marina Bruno e il maestro Giuseppe Di Capua. Degustazione a cura dello chef Emanuele Barretta. Presenti tra il pubblico l’assessore alla Transizione Digitale e Smart City Valerio Di Pietro e la consigliera comunale Mariagrazia Vitelli.
“A Napoli il cibo è identità. Questo è il motivo per cui la nostra città è così associata alla bontà delle sue ricette. Credo che Napoli stia crescendo tanto perché oggi il turismo è sempre più esperienza. Chi va in un luogo non vuole solo ammirare un posto ma vuole avere emozioni, sensazioni. Napoli è città del cibo, della musica, dei monumenti. È un luogo dove il turismo esperienziale si realizza nei fatti. E questo è il motivo del suo grande successo. Tra i luoghi di “Vedi Napoli e poi Mangia” di quest’anno ci sono i circoli, perché questo è l’anno in cui comincia l’America’s Cup; l’anno in cui stiamo riconquistando sempre più il nostro mare e credo che questi eventi sul mare siano un modo per riappropriarsi di questo nostro straordinario patrimonio che per troppo tempo è stato negato”. Così il sindaco Manfredi.
“La grande partecipazione di cittadini e turisti a questa edizione ci dimostra che siamo riusciti a ideare e realizzare una rassegna che non è solo un calendario di eventi ma ogni appuntamento è stato un’esperienza alla scoperta dell’identità e unicità di Napoli. Al centro le pietanze che noi napoletani cuciniamo seguendo ricette tramandate di generazione in generazione con la narrazione e la degustazione. Ma a Napoli, che è città stratificata e porosa, tutto si incrocia con la musica e con il teatro, e così, ogni tappa del gusto si è conclusa con una performance artistica. Marino Niola è uno studioso, divulgatore e narratore straordinario e mi ha resa particolarmente felice la presenza di Marisa Laurito, che ha accettato con entusiasmo il ruolo di madrina, regalandoci anche una meravigliosa interpretazione di “Era de maggio”. Ora siamo a lavoro per le prossime edizioni delle Feste Patronali e di “Vedi Napoli d’estate e poi Torni””. Così l’assessora Armato.
“In francese gateau, in napoletano gattò. Cambia la parola e cambia anche il piatto. Nella versione francese è semplicissimo, fatto solo con patate e burro e, in qualche caso, formaggio. Il gattò si arricchisce di ingredienti napoletani: la provola, il salame, qualcuno mette anche la mortadella, però la tradizione vuole il salame che è locale e così diventa un piatto completamente diverso. Il gattò entra a Napoli con Maria Carolina di Borbone, che è la sorella di Maria Antonietta ed è convinta che la cucina francese sia un modello di tecnica e porta a Napoli i monsù, cuochi francesi, che lavoravano nelle case nobili e aristocratiche. A Napoli rinascono i piatti nati altrove. Come Maradona, nato a Buenos Aires e rinato a Napoli”. Così l’antropologo Marino Niola.
“Napoli si racconta con la sua grande cultura antica e moderna. In questa città baciata da Dio, c’è grande creatività. A tavola siamo straordinari, abbiamo specialità pazzesche. Non solo a Napoli ma in tutta la Campania. Abbiamo un amore grande per la cucina, per l’accoglienza e questa credo sia la cosa più importante. Da tutte le dominazioni abbiamo raccolto dei gusti e li abbiamo fatti risorgere alla maniera napoletana”. Così Marisa Laurito.