Descrizione
Rispondere alla crescente domanda di abitazioni a costi sostenibili e ampliare le opportunità per famiglie, giovani, studenti e lavoratori che faticano ad accedere al mercato immobiliare tradizionale. È questo l’obiettivo dell’accordo che il Comune si appresta a sottoscrivere con Cassa Depositi e Prestiti per sviluppare un programma di “affordable housing” nell’area di Soccavo.
Il via libera alla stipula dell’intesa è arrivato dalla Giunta comunale, su proposta della vicesindaco e assessora all’Urbanistica Laura Lieto. L’accordo consentirà all’Amministrazione di avvalersi del supporto specialistico di Cassa Depositi e Prestiti per definire un modello di intervento innovativo in grado di coniugare sostenibilità economica, inclusione sociale e rigenerazione urbana.
L’“affordable housing”, infatti, è un modello abitativo pensato per quelle fasce della popolazione che non possono accedere all’edilizia residenziale pubblica ma che, allo stesso tempo, incontrano difficoltà sempre maggiori nel sostenere i costi del mercato privato.
L’intervento che il Comune intende sviluppare a Soccavo prevede la riqualificazione di un ambito territoriale situato nel quartiere, all’interno del quale sperimentare nuovi modelli di accesso all’abitazione rivolti ai ceti intermedi, agli studenti e ai lavoratori, integrando edilizia residenziale libera, housing sociale e universitario e servizi di prossimità.
Il progetto sarà supportato attraverso il Polo di consulenza InvestEU, il programma dell’Unione Europea dedicato all’assistenza tecnica per progetti strategici, nell’ambito del quale Cassa Depositi e Prestiti svolge il ruolo di advisor.
«In questi anni l’Amministrazione comunale ha messo in campo un ampio programma di politiche abitative per rispondere alle difficoltà che interessano fasce sempre più ampie della popolazione. Il progetto di “affordable housing” a Soccavo – spiega la vicesindaco Laura Lieto – si inserisce in questo quadro con una sua specifica valenza: rappresenta infatti un intervento pilota pensato per affrontare in modo strutturale i nuovi bisogni abitativi e sperimentare un modello che potrebbe essere replicato anche in altri contesti urbani».