Nasce oggi a Napoli “Casa Partenope”, una casa rifugio per donne vittime di violenza in un bene confiscato alla criminalità organizzata del Comune di Napoli

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Confiscato nel 2013 ad un esponente del clan Giuliano, è stato assegnato alla cooperativa sociale PRODOOS, che, a febbraio 2024, ha stipulato la convenzione con il Comune e ha dato il via ai lavori di riqualificazione e all'accreditamento regionale

Data pubblicazione:
11 Maggio 2026
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È stata inaugurata oggi, alla presenza dell'Assessore alla Polizia municipale e alla Legalità del Comune di Napoli Antonio De Iesu e della Presidente del Consiglio comunale Enza Amato, la casa dedicata a Partenope, la sirena che, con la sua morte diede leggendaria vita alla Città, che diventa luogo di rigenerazione e rinascita per le donne che scappano dalla violenza.

Il bene è parte di una vasta azione di restituzione alla collettività del patrimonio sottratto alla criminalità organizzata per il riutilizzo sociale, avviata dall'Amministrazione comunale.

Uno dei progetti di riutilizzo sociale dei beni confiscati è stato dedicato alle donne vittime di violenza, una rete di accoglienza, supporto psicologico e legale, avviamento al lavoro e reinserimento nella società. Ad oggi, sono state realizzate 3 case rifugio per donne vittime di violenza, 2 case di accoglienza per donne vittime di tratta e richiedenti asilo, 5 case di semiautonomia per donne fuoriuscite dalla violenza, 1 hub dei servizi e delle culture, percorsi formativi di avviamento al lavoro, 1 bistrot solidale e 1 orto giardino solidale.

È in fase di studio, un analogo progetto rivolto alle persone vittime di discriminazioni sessuali.

 

Dichiarazione De Iesu: "Oggi è una bella giornata, che sancisce una nuova restituzione alla cittadinanza di un bene sottratto alla criminalità e riutilizzato per finalità pubbliche. Un particolare grazie e apprezzamento al Servizio Beni confiscati, voluto da questa Amministrazione, che, guidato dall'Architetta Nunzia Ragosta, ha avviato una concreta opera di valorizzazione dei beni e, con grandissimo impegno e dedizione, pur tra mille difficoltà, sta dando attuazione a ciò che era solo un'idea." 

 

Dichiarazione Enza Amato: "La casa rifugio per donne maltrattate “Partenope” gestita dalla PRODOOS, realizzata in un bene sottratto al clan Giuliano è un altro tassello che testimonia con interventi concreti la visione integrata che l’amministrazione ha sul tema del riutilizzo. I beni recuperati rispondono all’esigenza espressa dal territorio e soprattutto identificati con il continuo confronto con la filiera del terzo settore che opera in città".

 

Dichiarazione di PRODOS Raffaella Ruocco: "Oggi abbiamo inaugurato una casa per accogliere donne e bambini che subiscono violenza, restituendogli il diritto ad un luogo sicuro in cui vivere e crescere. Tutto questo in un bene confiscato alla criminalità che dà al servizio un valore sociale ancora più grande. Casa Partenope è una casa per donne maltrattate ad indirizzo segreto che arricchisce la rete territoriale antiviolenza sul territorio. Lavoreremo in rete, con i Servizi Sociali, le Forze dell’Ordine, i CAV territoriali perché riteniamo che la rete sia il metodo che favorisce una presa in carico integrata della donna e che questo meglio risponda al suo percorso di fuoriuscita dalla violenza."

Ultimo aggiornamento: 12/05/2026, 07:45

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