Descrizione
La Conferenza dei Capigruppo, presieduta da Enza Amato, ha incontrato nel pomeriggio di ieri i rappresentanti dei sindacati SILA Federinquilini e SUNIA, auditi su richiesta delle stesse organizzazioni per illustrare le ricadute dell'aumento dei canoni di locazione sugli alloggi ERP, che interessa oltre 21 mila famiglie napoletane.
Nel dibattito, il capogruppo del PD Gennaro Acampora ha illustrato a nome del gruppo un pacchetto di proposte, tra le quali, l’adozione di una delibera consiliare per classificare i fabbricati ERP degradati e applicare il parametro ridotto di 0,60 nella determinazione dei canoni; la richiesta alla Giunta Regionale di prorogare di due anni la riduzione del 50% degli aumenti; la piena applicazione della rateizzazione fino a 120 mensilità prevista dal regolamento regionale; la rottamazione delle cartelle ERP e l’utilizzo delle risorse inutilizzate per un nuovo avviso contro la morosità. Il capogruppo di Napoli Solidale Europa Verde Difendi La Citta, Sergio D'Angelo, ha evidenziato la necessità di istituire un fondo di equità sociale per correggere situazioni non contemplate dalla norma. D’accordo su questo aspetto anche la capogruppo di Azzurri Noi Sud Napoli Viva, Annamaria Maisto, che ha definito moralmente improponibile adeguare i canoni sulla sola base dell'ISEE in immobili oggettivamente degradati.L'assessore Baretta ha condiviso le preoccupazioni emerse, sottolineando la necessità di tradurle in azione politica concreta. Ha reso noto di aver già avviato un confronto con l'assessore regionale competente e ha ricordato che l'Amministrazione ha stanziato complessivamente 23 milioni di euro per il settore – 14 milioni per la manutenzione più 9 per il completamento delle opere già avviate - manifestando disponibilità a ragionare su interventi di carattere generale.
Al termine della riunione la presidente Amato ha proposto di predisporre un documento da presentare alla prossima seduta dell'Osservatorio regionale sulla Casa, che raccolga la posizione del consiglio e le richieste da avanzare alla Regione Campania per il tramite dell’osservatorio in cui il Comune di Napoli è componente.