Abusivismo edilizio: sottoscritto il protocollo d’intesa tra Procura della Repubblica e Comune di Napoli per il coordinamento delle demolizioni

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Data pubblicazione:
09 Luglio 2026
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Garantire il ripristino della legalità, accelerare le procedure di abbattimento dei manufatti illegali e tutelare l’immenso patrimonio storico, paesaggistico e ambientale della città. Sono questi gli obiettivi al centro del Protocollo d'Intesa siglato questa mattina a Palazzo San Giacomo dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, e dal Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.

L'accordo, di durata triennale, disciplina la collaborazione strategica e operativa tra la V Sezione-Ufficio Demolizioni della Procura e il Servizio Antiabusivismo del Comune per dare esecuzione alle sentenze penali passate in giudicato inserite nel Registro Esecuzione Sanzioni Amministrative (RESA).

L’obiettivo generale è quello di unire le forze per rendere più *veloci ed efficaci le demolizioni degli edifici abusivi. Si tratta di interventi legati a condanne penali definitive, i cui ordini di abbattimento erano rimasti in sospeso dal 2009 a oggi. Molti di questi abusi colpiscono zone di grande valore, come il centro storico tutelato dall'UNESCO e aree protette dal punto di vista paesaggistico. Il Comune si occuperà dei controlli tecnici, dei sopralluoghi e delle pratiche per ottenere i fondi e per recuperare i soldi delle spese direttamente dai cittadini condannati. Inoltre, in questo momento, l’Amministrazione Comunale ha a disposizione 4,5 milioni di euro in bilancio specificamente destinati alle spese per le demolizioni.

I punti chiave del Protocollo:

 Interventi accorpati e geolocalizzazione: Per massimizzare l’economicità e l’efficienza, il Comune individuerà, anche tramite strumenti di geolocalizzazione, gruppi di manufatti abusivi vicini tra loro (criterio di prossimità) o con caratteristiche costruttive simili.

• Massima tutela per il Centro Storico e il sito UNESCO: Sarà data particolare priorità agli abusi che colpiscono i fabbricati del centro storico, le zone di tutela paesaggistica e il perimetro del sito protetto dall’UNESCO, al fine di fermare il degrado e l'alterazione delle facciate e delle tipologie edilizie storiche.

• Task force comunale di supporto: Il Comune si impegna a gestire le procedure amministrative e finanziarie (incluso l'accesso ai fondi di rotazione della Cassa Depositi e Prestiti per coprire i costi), a verificare l'eventuale volontà di autodemolizione dei condannati, a gestire le notifiche, lo sgombero di mobili e masserizie e l’assistenza sociale a soggetti vulnerabili (anziani, minori o malati) eventualmente presenti negli immobili.

• Ruolo della Procura e delle ditte specializzate: La Procura provvederà alla nomina di consulenti tecnici per la stesura delle perizie estimative e affiderà i lavori a ditte specializzate (selezionate tra quelle di fiducia e rigorosamente verificate tramite white list prefettizie o documentazione antimafia). Le spese complessive saranno successivamente recuperate a danno dei soggetti condannati.

La dichiarazione del Sindaco Gaetano Manfredi: "La firma di questo protocollo d'intesa con la Procura della Repubblica rappresenta un passo decisivo e concreto per la difesa del nostro territorio e per l'affermazione della legalità a Napoli. Grazie a questa sinergia operativa e all'utilizzo di criteri di raggruppamento logistico e geolocalizzazione, riusciremo a rendere la macchina delle demolizioni molto più rapida, efficiente ed economica. Abbiamo il dovere di tutelare l'inestimabile valore del nostro patrimonio culturale, del nostro Centro Storico e del sito UNESCO da situazioni di incuria e alterazioni abusive incongruenti. Al contempo, il Comune si farà carico, attraverso i propri servizi sociali e di logistica, di gestire ogni intervento con il massimo rigore amministrativo e con il necessario supporto alle fragilità. Ringrazio il Procuratore Gratteri per questo percorso comune: una collaborazione istituzionale unita e strutturata è l'unica risposta possibile per dare risposte certe alla cittadinanza".

La dichiarazione del Procuratore Nicola Gratteri: “Prima che mi insediassi a Napoli venivano effettuate 71 demolizioni l’anno, ora siamo arrivati a 181. Ci siamo concentrati prima sui Campi Flegrei e Ischia. Il criterio che ci siamo dati è questo: prima demoliamo le case di chi ha precedenti penali. Non ci concentriamo sulla costruzione abusiva dell’abbaino. A quello arriveremo, ma c’è un percorso ragionato: prima parliamo di costruzioni di tre o quattro piani totalmente abusive. Questo protocollo prevede una sinergia tra Comune e Procura per le demolizioni. Ci sono circa 800 case che si possono demolire a partire da domani. C’è un problema di costi. Abbiamo una white list di imprese che possono operare, ma stabiliamo anche il costo che avrà quell’intervento. Inoltre, si può attingere a risorse regionali per procedere e, in ogni caso, il Comune potrà rivalersi sui responsabili. È importante chiarire che non si tratta di una discrezionalità, ma di un atto dovuto. Per questo prima di procedere è opportuno un contatto con le parti per far capire che non si sfugge alla demolizione, ma che possono farlo anche loro direttamente con costi contenuti. Procedendo in questo modo, abbiamo riscontrato finora almeno il 30 per cento di demolizioni spontanee. Anche questo è un messaggio di legalità, per dimostrare che questa Amministrazione non ha nulla a che fare con camorristi e faccendieri. Se rispettiamo tutti la legalità ne guadagna l’immagine della città e la qualità della vita di tutti”.

Ultimo aggiornamento: 09/07/2026, 15:16

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