Descrizione
Si è svolto questa mattina nella Sala Consiliare di via Verdi , l'incontro dal titolo "Benessere e non benessere a Napoli: lo sguardo della comunità. Costruzione di una mappa collaborativa", un'occasione di confronto che ha messo al centro il modo in cui i cittadini percepiscono e vivono i luoghi della propria città, tra spazi di qualità e aree segnate da fragilità e disagio.
Ad aprire i lavori con i saluti istituzionali è stata la vicepresidente del Consiglio Comunale di Napoli, Flavia Sorrentino, che ha voluto sottolineare il valore di un progetto capace di dare voce diretta alla comunità e di trasformare la percezione dei cittadini in uno strumento concreto di conoscenza del territorio.
Il progetto è stato promosso da Francesca Nocca, Martina Bosone e Manuel Orabona, del Dipartimento di Architettura dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, che hanno spiegato come il Best Mapping nasca per costruire, insieme alla comunità, una mappa collaborativa delle percezioni di benessere e non benessere che i cittadini di Napoli associano ai luoghi in cui vivono. L'obiettivo, hanno sottolineato i promotori, è avviare una collaborazione con le istituzioni per estendere questa metodologia ad altri contesti e approfondirla a scala di quartiere, così da comprendere come cambi la percezione della qualità della vita da zona a zona.
Nel richiamare il senso complessivo dell'iniziativa, la vicepresidente Sorrentino ha dichiarato:
«Sono contenta di aver ospitato nella Sala Consiliare un'iniziativa di grande interesse. È sempre significativo quando giovani professionisti cercano il contatto con le istituzioni attraverso progetti di ricerca validi come questo, costruiti dal basso e capaci di interfacciarsi con i cittadini per comprendere quali elementi vengano percepiti come benessere o non benessere urbano. Il Consiglio lavora e decide sugli atti, ma spesso non parte dall'ascolto: occorre invece recuperare la capacità di ascoltare e comprendere i bisogni, per mettere in campo azioni che accrescano davvero il benessere della comunità.»