Ultimo aggiornamento: 20/03/2026, 15:34
Porta bronzea
Nell’ambito delle celebrazioni per i 2500 anni della fondazione di Neapolis, il Comune di Napoli, in sinergia con la Città Metropolitana e la società CMN Produzioni, ha realizzato nel corso del 2025 una serie di visite guidate nell’ambito del programma “Il Castello e la Capitale”, volte alla valorizzazione di alcuni siti di particolare interesse storico-artistico della città. Un focus particolare è stato fatto sul Maschio Angioino da cui sono partiti tutti gli itinerari e al cui interno è conservata l’originale porta bronzea interamente istoriata e accuratamente descritta in ogni suo particolare nel video disponibile al seguente link.
La porta, ubicata originariamente all’ingresso del Castello, fu commissionata a Guglielmo Monaco da Ferrante d’Aragona verso il 1475 in ricordo della vittoria da questi riportata nel 1462 su Giovanni d’Angiò e i baroni ribelli.
Nei sei bassorilievi della porta, delineati da cornici decorate con motivi rinascimentali, sono narrati gli episodi più importanti della guerra:
1. agguato a Ferrante alla Torricella, nei pressi di Teano (29 maggio 1460).
2. Ferrante si difende dall’assalto (Torricella).
3. presa di Accadia (9 agosto 1462).
4. ritirata degli Angioini da Accadia.
5. battaglia di Troia.
6. presa di Troia.
Nel pannello inferiore a sinistra si nota una palla di cannone in ferro incastrata nella lamiera squarciata.
L’ipotesi più accreditata è che la porta facesse parte del bottino di guerra che Carlo VIII fece caricare sulle navi dirette in Francia. Durante la navigazione, al largo di Rapallo, la flotta venne attaccata e sconfitta dai Genovesi. Nel corso della battaglia la porta, forse posta sulla tolda di una nave, fu colpita dalla palla di cannone che si conficcò dall’interno nel pannello. I Genovesi, conquistato il bottino, avrebbero poi rimandato la porta a Napoli (1495).
testi di Rosalba Manzo