Descrizione
Un grande arcobaleno istituzionale formato da decine di sindaci con la fascia tricolore in spalla, si è riunito davanti alla Prefettura di Napoli per dire “basta” alle intimidazioni contro gli amministratori locali in tutta Italia. I primi cittadini si sono rivolti direttamente ai rappresentanti del Governo chiedendo di non esser lasciati soli nel loro cammino amministrativo. Ma soprattutto hanno ribadito che ogni atto di intimidazione contro ciascuno di loro è un colpo inferto alla democrazia dei territori.
L’iniziativa, promossa da ANCI Nazionale, ANCI Campania, Avviso Pubblico, Comune di Napoli e Prefettura di Napoli, ha visto al tavolo dei relatori Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli e Presidente di ANCI Nazionale; Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico; Francesco Morra, Presidente di ANCI Campania; Vincenzo Cuomo, Assessore al Governo del Territorio e Patrimonio Regione Campania e Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno.
«Le intimidazioni agli amministratori locali costituiscono un fenomeno che condiziona la vita democratica delle comunità. Non soltanto una questione di legalità, ma anche di tenuta sociale, specialmente nei contesti più piccoli. Da sindaco di una grande città del Mezzogiorno e presidente Anci ritengo che la collaborazione istituzionale, a più livelli, sia la prima strategia da adottare per non lasciare che simili episodi restino sotto traccia. Dobbiamo continuare a lavorare anche sul fronte della prevenzione promuovendo, a tutti i livelli, la cultura della legalità e del rispetto. Per questo abbiamo bisogno anche del supporto e della collaborazione dei cittadini. Nessuna voce può e deve restare inascoltata. Lo dobbiamo alle comunità che amministriamo e all’impegno che, quotidianamente, mettiamo nei nostri territori», dichiara Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli e Presidente Anci Nazionale.
«Non rassegniamoci a considerarlo un male incurabile. Ma perché questo fenomeno sia ridimensionato c’è bisogno di attenzionarlo, analizzarlo e capirlo nel suo insieme», spiega nel suo intervento Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico. «Il Rapporto presenta dei dati che sono allarmanti, soprattutto in determinate zone del nostro Paese, che non si limitano al solo Mezzogiorno d’Italia. Si tratta di una pressione violenta che non va sottovalutata. Dietro queste azioni brutali non ci sono solo gli interessi della criminalità organizzata, ma talvolta anche quelli che affondano le radici nei contesti sociali ed economici dei territori colpiti. Quando si colpisce un amministratore locale, si colpisce la democrazia di un territorio, un’intera comunità, una famiglia, non solo una singola persona. Per questo è importante che quando accade, si mobiliti tutta la cittadinanza, le forze politiche, la stampa e tutti gli altri soggetti che rivestono un ruolo significativo nella società».
I dati raccontano una storia che deve farci riflettere. Una minaccia ogni 28 ore: 309 casi nel 2025 da Bolzano a Porto Palo di Capo Passero. Oltre 1500 chilometri dello Stivale bersagliati da un fuoco di fila di intimidazioni e aggressioni contro sindaci, assessori, consiglieri comunali e regionali, dipendenti della Pubblica Amministrazione. Sono numeri impressionanti, che parlano di come in certi territori fare il sindaco sia un lavoro difficile e talvolta pericoloso. Dal 2010 al 2026 la vita di 1.736 comuni italiani è stata segnata da una lunga scia di violenza a colpi di lettere minatorie, incendi, insulti e perfino pestaggi. In tutto 6.025 episodi.
«Chi attacca un amministratore locale attacca la democrazia. Dietro ogni intimidazione c'è il tentativo di piegare la libertà delle istituzioni e di condizionare le scelte nell'interesse delle comunità. I sindaci, soprattutto nei piccoli comuni, gli amministratori locali, sono spesso esposti in prima linea e meritano non solo solidarietà ma strumenti concreti di protezione. Occorre aprire una riflessione nazionale su nuove misure normative che rafforzino la tutela degli amministratori e rendano ancora più efficace il contrasto a minacce e aggressioni. Nessuno deve sentirsi solo nell'esercizio del proprio mandato. Difendere i sindaci significa difendere la partecipazione democratica, la legalità e la coesione dei territori», continua il Presidente di ANCI Campania, Francesco Morra.
«Al report di Avviso Pubblico, che ringrazio per questo lavoro certosino di ricostruzione dei dati da sedici anni a questa parte, bisognerebbe aggiungere un altro tassello, ovvero quello che riguarda quali sono state le sanzioni e quali sono stati gli esiti di tutte le denunce che sono avvenute da parte degli amministratori e amministratrici locali. Se questo tipo di patologia che registra la nostra democrazia è stata sanzionata, se sono stati rinviati al giudizio, se sono stati individuati, se sono stati condannati, o se dunque si è concluso, come è capitato più volte a me, con una semplice multa. Credo che questo sia un aspetto importante che andrebbe analizzato», aggiunge l’assessore regionale Vincenzo Cuomo.
«Le intimidazioni agli amministratori locali rappresentano un fenomeno che merita la massima attenzione, perché incidono sulla libertà e sulla qualità della vita democratica delle nostre comunità. Difendere chi amministra significa garantire che le decisioni pubbliche possano essere assunte in maniera libera, trasparente e nell'interesse esclusivo dei cittadini. Per questo il Ministero dell'Interno mantiene alta l'attenzione sul fenomeno, attraverso una rete articolata di monitoraggio, prevenzione e contrasto, che vede impegnate le Prefetture, le Forze di polizia e l'Osservatorio nazionale sugli atti intimidatori, affiancata da specifiche misure di sostegno agli enti locali e agli amministratori colpiti. Particolare attenzione è rivolta ai piccoli Comuni, dove il rapporto diretto tra amministratori e cittadini rappresenta un grande valore ma può determinare una maggiore esposizione a pressioni e tentativi di condizionamento. Lo Stato è e continuerà ad essere al fianco di chi sceglie di mettersi al servizio della propria comunità», sottolinea il Sottosegretario del ministero dell’Interno, Wanda Ferro.
«Ringrazio ovviamente Avviso Pubblico, l’Anci, i redattori del rapporto, i sindaci intervenuti e le autorità perché quello di oggi è stato un momento, a mio giudizio, molto bello, foriero anche di un atteggiamento costruttivamente dialogante che ci pone nelle condizioni di spingerci oltre e di guardare un po’ al futuro con grande speranza. I sindaci e le amministrazioni locali hanno bisogno di essere sostenuti», conclude Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha moderato l’incontro.
Gli incendi continuano a rappresentare la forma di intimidazione più diffusa nel Mezzogiorno, mentre al Centro-Nord prevalgono lettere, messaggi minatori e minacce veicolate attraverso i social network. Un caso su quattro trae origine dal malcontento di singoli cittadini per decisioni amministrative ritenute sgradite.
La Puglia, con 51 casi censiti, registra il primato del 2025. A seguire la Campania con 37 episodi, Sicilia (35) e Calabria (32). Mentre la Lombardia con 30 casi è in testa alla classifica del Centro-Nord. A seguire Veneto e Lazio. Un dato resta pressoché costante, ovvero che nella maggioranza dei casi ad essere colpiti sono i comuni più piccoli: il 57% al di sotto dei 20mila abitanti. Il 22% in comuni tra i 20mila e i 50mila abitanti. Mentre il restante 21% riguarda quelli con oltre 50mila abitanti.
Un fenomeno particolarmente intenso è quello vissuto dalle popolazioni campane – 872 casi in 16 anni, alla media di 54,5 ogni anno, oltre 4 casi al mese, uno a settimana – dove dei 220 comuni finiti sotto tiro negli ultimi 10 anni, ben 63 hanno subito minacce per tre o più anni di fila.
La provincia più bersagliata torna ad essere proprio Napoli, il territorio più colpito del Paese. Nel 2025 si è registrato il 51% dei tentativi di condizionamento a suon di intimidazioni: 16 casi distribuiti in 11 Comuni.
I dati dunque confermano che le minacce contro amministratori e funzionari pubblici continuano a rappresentare un serio fattore di inquinamento della vita democratica e del buon funzionamento delle istituzioni locali.






