Descrizione
Sul piano economico, il 78,3% delle famiglie che hanno presentato DSU nel 2024 ha un ISEE inferiore ai 15.000 euro, mentre il reddito medio annuo si attesta a 21.952 euro, evidenziando una condizione di fragilità diffusa.
Tuttavia, 74.382 abitazioni risultano non occupate o inutilizzabili, perché destinate ad usi diversi dalla residenzialità o in parte non utilizzabili per carenze manutentive gravi, mentre cresce la pressione del mercato immobiliare, soprattutto nelle aree centrali.
A fronte di un fabbisogno stimato in circa 50.000 alloggi, il vecchio PRG garantiva una risposta inferiore al 7% (circa 3.500 alloggi), ha ricordato Lieto.
La variante al PRG ha incrementato la previsione di 800 alloggi, mentre il nuovo PUC in fase di redazione stima circa 5.000 nuovi alloggi, ha spiegato Lieto.
A questi si aggiungono 1.000 alloggi rigenerati con fondi PNRR (Vele, Taverna del Ferro, Ponticelli), portando l’offerta complessiva a circa 7.000 alloggi, lasciando un fabbisogno residuo di circa 40.000 abitazioni, da programmare a scala metropolitana, ha concluso Lieto.
Nel dibattito è stata sottolineata anche la necessità di distinguere tra criticità storiche e nuovi bisogni abitativi, aggravati negli ultimi anni dagli effetti post-pandemici e dai cambiamenti del mercato della casa.
Per Enza Amato, Presidente del Consiglio Comunale, serve una strategia chiara che tenga insieme l’emergenza attuale e la capacità di prevenire i bisogni futuri.
È evidente che i Comuni non possono farcela da soli: oggi l’unico grande strumento nazionale è stato il PINQuA del PNRR, mentre manca una politica strutturale dello Stato sull’abitare.
Amato ha, inoltre, richiamato la necessità di una collaborazione rafforzata tra Comune, Regione e Governo, sottolineando come il caro casa non sia una criticità esclusivamente napoletana, ma una questione nazionale che colpisce in particolare giovani, lavoratori precari, partite IVA e famiglie con redditi instabili.
Il PiCQuA individua dieci obiettivi strategico-operativi, dalla promozione della mixité sociale al recupero del patrimonio pubblico inutilizzato, dalla manutenzione programmata dell’ERP all’innovazione dei modelli abitativi e gestionali, ponendo le basi per una politica dell’abitare inclusiva, sostenibile e adattiva.
La manutenzione straordinaria dell’edilizia residenziale pubblica deve essere parte di una strategia stabile, ha evidenziato Baretta, in questo quadro diventa centrale anche la possibilità di rivedere l’utilizzo e la destinazione di immobili pubblici oggi sottoutilizzati, per orientarli in modo più coerente ai bisogni abitativi.
Per l’Assessore la manutenzione straordinaria dell’ERP e una collaborazione stabile con Regione restano condizioni indispensabili per una politica abitativa efficace.