Descrizione
"Il trentennale della Legge 109/1996 rappresenta un passaggio importante nella costruzione delle politiche di riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Oggi la sfida è trasformare questi beni in strumenti di rigenerazione urbana", ha dichiarato Enza Amato, Presidente del Consiglio comunale di Napoli.
"Napoli dispone già di strumenti importanti – ha ricordato la Presidente – un Servizio comunale dedicato ai beni confiscati, un Regolamento tra i più avanzati d’Italia per l’amministrazione condivisa e il sostegno strutturale delle leggi regionali 7/2012 e 3/2018, che negli anni hanno rafforzato le politiche di recupero e riutilizzo sociale".
"In questi primi mesi dell’anno – ha aggiunto Amato – abbiamo già restituito alla città alcuni beni confiscati nei quartieri di Capodichino, Soccavo e Fuorigrotta, segno concreto di un lavoro che continua e che coinvolge istituzioni, associazioni e territori".
"La prospettiva deve essere chiara - ha spiegato Amato - il bene confiscato non deve essere solo un immobile da assegnare, ma deve diventare motore di rigenerazione del quartiere che lo ospita. Significa trasformare spazi sottratti alla criminalità in servizi utili ai cittadini quali presidi sociali, luoghi per la formazione, spazi educativi e opportunità di lavoro".
"Le istituzioni devono lavorare per mettere a sistema risorse e programmazione pubblica, accelerando il recupero degli immobili e restituendoli rapidamente alla comunità, affinché i beni confiscati diventino un elemento attivo delle politiche urbane della città. Se in altri territori il riutilizzo si è sviluppato soprattutto attraverso l’economia agricola, a Napoli la sfida può essere quella della rigenerazione urbana", ha concluso la Presidente Amato.