Trasformazione di ABC in S.p.A.: la Commissione ascolta i gruppi consiliari e i comitati per l’acqua pubblica

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Al centro della discussione in commissione Infrastrutture il percorso di trasformazione societaria di ABC

Data pubblicazione:
18 Giugno 2026
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Si è svolta questa mattina la seduta della Commissione Infrastrutture, presieduta da Aniello Esposito, dedicata alla situazione di ABC (Acqua Bene Comune), con particolare riferimento al percorso di trasformazione societaria imposto dal nuovo quadro normativo nazionale.
Il Commissario straordinario Andrea Torino ha illustrato lo stato dell'istruttoria, ricordando che la normativa vigente non consente più alle aziende speciali di gestire i servizi pubblici locali a rete, imponendo il passaggio a una società per azioni. Il Commissario ha precisato che tale trasformazione non comporta in alcun modo l'ingresso di capitali privati: la futura S.p.A. dovrà restare interamente pubblica, condizione necessaria per il mantenimento dell'affidamento in house. Torino ha inoltre evidenziato l'urgenza della decisione, legata a vincoli imposti dai creditori, alla necessità di proseguire il percorso assunzionale avviato negli ultimi anni - che la norma consente solo fino a otto mesi prima della trasformazione - e alla prospettiva di continuità aziendale, che verrebbe meno qualora la trasformazione non fosse completata entro il 31 dicembre 2027, con conseguente rischio di liquidazione della società. Il direttore di ABC, Sergio De Marco, ha ribadito che parlare di privatizzazione dell'acqua in questo contesto sarebbe giuridicamente infondato, poiché la condizione per l'affidamento dei prossimi trent'anni resta la natura totalmente pubblica della società. Nel dibattito, Gennaro Acampora (Partito Democratico) ha denunciato la confusione creata sul tema, ricordando che la legge impone la trasformazione in S.p.A. a capitale interamente pubblico per mantenere l'affidamento in house, e ha ribadito l'impegno del Partito Democratico per il carattere pubblico, oltre che dell'acqua, dei trasporti e della gestione dei rifiuti. Carlo Migliaccio (Riformisti e Democratici) ha invitato a fare chiarezza e a comunicare con trasparenza, sottolineando che S.p.A. non equivale a privatizzazione e che la società è stata potenziata negli ultimi anni. Gennaro Esposito (Misto) ha definito l'acqua un bene fondamentale che non va banalizzato, descrivendo l'azienda speciale come un argine alla tendenza europea verso la privatizzazione e avvertendo che la S.p.A. non esclude future cessioni di quote a privati. Annamaria Maisto (Azzurri Noi Sud Napoli Viva) ha ribadito la difesa della natura pubblica di ABC, essendo stata esclusa dal Sindaco Manfredi ogni ipotesi di privatizzazione.Maisto ha inoltre sottolineato il lavoro in sintonia tra Comune e Regione per il rafforzamento di ABC, e ha auspicato un dibattito fondato su informazioni corrette, evitando allarmismi infondati, confermando l'impegno per una gestione pubblica, efficiente e trasparente del servizio idrico. Toti Lange (Misto) ha evidenziato che la natura pubblica dell'acqua resta un principio non in discussione per l'amministrazione, interrogandosi sulle ragioni del perdurare del dibattito. Salvatore Guangi (Forza Italia) ha espresso apprezzamento per il lavoro di ABC, nella convinzione che l'acqua debba restare pubblica e che vanno riconosciuti i risultati raggiunti dal management. Sergio D'Angelo (Napoli Solidale Europa Verde Difendi la Città) ha sottolineato che l'acquedotto è sempre stato pubblico, garantendo tariffe contenute e qualità del servizio, e ha criticato il decreto 201 come fonte di incertezza normativa. Domenico Palmieri (Riformisti e Democratici) ha affermato che non esistono alternative alla trasformazione, evidenziando che la S.p.A. consentirebbe di accedere a più canali di finanziamento per investimenti sulla rete.
La Commissione ha poi ascoltato i rappresentanti dei comitati per l'acqua pubblica. Padre Alex Zanotelli ha riportato la posizione a favore del mantenimento di ABC come azienda speciale, richiamando l'esito del referendum del 2011, con cui si chiedeva di sottrarre l'acqua dal mercato, e ricordando che Napoli è stata l'unica città italiana ad averne rispettato l'indicazione. Zanotelli ha sostenuto che la trasformazione in S.p.A. comporti comunque un'esposizione al mercato, in contrasto con quell'esito referendario. I comitati hanno chiesto l'apertura di un tavolo tecnico di confronto sulle diverse interpretazioni del quadro normativo vigente, manifestando rammarico per non essere stati ricevuti in Comune, e hanno annunciato l'intenzione di promuovere un referendum cittadino nel caso in cui l'Amministrazione proceda con la trasformazione in S.p.A.
Il presidente della Commissione, Aniello Esposito, ha espresso rammarico in merito all'assenza di esponenti della Giunta alla seduta. La Commissione, ha concluso, proseguirà il confronto con ABC anche su altri temi, a partire da quello delle tariffe.

Ultimo aggiornamento: 18/06/2026, 15:26

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