Napoli restituisce luce a Diana De Rosa: svelata la nuova targa via Annella di Massimo

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Data pubblicazione:
26 Marzo 2026
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Si è svolta questa mattina, nel cuore del quartiere Vomero, la cerimonia di scoprimento della nuova targa stradale dedicata a Diana De Rosa, universalmente nota come Annella di Massimo (incrocio con via Consalvo Carelli). L’intitolazione, promossa dall’Ordine degli Architetti di Napoli, vuole restituire piena dignità storica e professionale a una delle protagoniste indiscusse del Seicento napoletano. Viene, in questo modo, celebrato il talento di una pittrice che, per troppo tempo, è stata ricordata più per le leggende legate alla sua vita privata che per lo straordinario valore delle sue opere.

 


Le dichiarazioni dei protagonisti

Laura Lieto, Vicesindaco con delega alla Toponomastica:
"La toponomastica non è solo un esercizio di catalogazione stradale, ma un atto politico e culturale di memoria collettiva. Sostituire o integrare queste targhe significa riscrivere la geografia umana di Napoli. Con Diana De Rosa, restituiamo alla città non solo un nome, ma l'identità di una professionista dell'arte che ha saputo imporsi in un secolo complesso. È un passo avanti nel progetto di rendere le nostre strade uno specchio fedele della grandezza storica di Napoli."

Emanuela Ferrante, Assessora allo Sport e alle Pari Opportunità:
"Oggi compiamo un gesto di giustizia verso tutte le donne che la storia ha cercato di oscurare. Diana De Rosa non è stata solo 'la moglie di' o una figura leggendaria: è stata una pittrice d'eccellenza in un'epoca dominata dagli uomini. Celebrare Annella di Massimo significa ispirare le giovani generazioni, ricordando loro che il talento e la determinazione femminile sono radici profonde e ineludibili della nostra cultura."

Lorenzo Capobianco, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli:
"Come Ordine, abbiamo sostenuto con convinzione questa iniziativa perché la qualità dello spazio urbano si misura anche nella qualità della memoria che la città sceglie di rendere visibile. Restituire il giusto nome ai luoghi significa anche colmare vuoti, correggere omissioni e riconoscere contributi troppo a lungo rimasti ai margini. In questo senso, la figura di Diana De Rosa assume un valore che va oltre la dimensione artistica: è il segno di una presenza femminile che la storia ha faticato a riconoscere. Onorarla oggi significa compiere una scelta consapevole, che riguarda la nostra idea di città, il modo in cui raccontiamo il passato e la responsabilità che abbiamo verso il futuro del nostro paesaggio culturale."

 


Nota biografica
Diana De Rosa (1602-1643), sorella del pittore Pacecco De Rosa e allieva di Massimo Stanzione (da cui il soprannome "Annella di Massimo"), è stata una delle figure più rilevanti del panorama artistico barocco. Le sue opere, caratterizzate da una raffinata sensibilità cromatica e compositiva, sono conservate in diverse chiese e collezioni napoletane, a testimonianza di una carriera che ha segnato profondamente il secolo d'oro della pittura partenopea.

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Ultimo aggiornamento: 26/03/2026, 16:03

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