SOTTENCOPPA – Carnevale Sonico Napoletano
IV edizione | 13 - 14 - 15 - 17 febbraio 2026
Piazza Mercato, Chiesa di Sant’Eligio, Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato, Piazza Municipio (Fontana di Nettuno)
Dal 13 al 17 febbraio 2026 torna SOTTENCOPPA – Carnevale Sonico Napoletano, festival promosso dal Comune di Napoli e finanziato dalla Città Metropolitana di Napoli nell’ambito del Cartellone degli eventi metropolitani 2025/26, con la direzione artistica di Giulio Nocera, che attraverserà Piazza Mercato, la Chiesa di Sant’Eligio, la Chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato e Piazza Municipio.
Dopo tre edizioni e oltre cinquanta artisti provenienti da ogni parte del mondo, SOTTENCOPPA presenta il suo capitolo più ampio e articolato, chiamando a raccolta più di 80 fra musicisti e performer provenienti da 12 paesi del mondo, oltre che da Napoli e da vari luoghi della Campania, per dar vita a una vera e propria macchina mitopoietica contemporanea.
“SOTTENCOPPA è una manifestazione culturale contemporanea che assume il Carnevale come tempo politico e simbolico. - afferma Sergio Locoratolo, coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli - “Un tempo di sospensione in cui l’ordine abituale della città viene messo in discussione, aprendo alla possibilità di nuovi usi dello spazio urbano e di diverse forme di relazione tra persone, luoghi e comunità. L’intervento si colloca in luoghi ad alta densità storica e simbolica, assumendo la città non come semplice contenitore, ma come parte attiva del processo culturale. SOTTENCOPPA si inserisce così nella visione espressa dall’Amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Manfredi, che riconosce alla cultura una funzione strutturale nelle politiche urbane, intesa come infrastruttura civica capace di incidere sulla qualità dello spazio pubblico, sull’accessibilità dei luoghi e sulla costruzione di nuove centralità sociali. Il progetto interviene su ciò che la città tende abitualmente a separare, mettendo in relazione pubblici differenti, linguaggi diversi e usi non ordinari degli spazi. Senza ricercare forzate armonizzazioni, SOTTENCOPPA favorisce un attraversamento condiviso dei luoghi e una temporanea ridefinizione delle modalità di fruizione. In questo senso, il Carnevale riacquista la sua funzione di momento collettivo di riappropriazione e sperimentazione, contribuendo a rafforzare una visione della cultura come strumento di lettura e trasformazione del contesto urbano, capace di attivare partecipazione, produrre senso pubblico e incidere sui luoghi mediante pratiche contemporanee”.
Nel grande tendone da circo allestito in Piazza Mercato e nelle chiese che lo circondano, zampogne, tromboni, archi, strumenti antichi e inventati, ciaramelle e pivette, percussioni e strumenti orientali daranno vita a uno spazio farsesco e immaginifico in cui il grandioso e il meschino, il sacro e il profano, la nascita e la morte convivono concretamente.
“SOTTENCOPPA nasce dalla necessità di non rappresentare il Carnevale, ma di abitarne il funzionamento, accettandone l’ambivalenza e la potenza disordinante”, spiega Giulio Nocera.
“SOTTENCOPPA rappresenta un esperimento culturale che sceglie consapevolmente di parlare a una parte di città che spesso non si riconosce nei circuiti culturali tradizionali – conclude Andrea Mazzucchi, consigliere del sindaco di Napoli per le biblioteche e la programmazione culturale “Attraverso linguaggi ibridi, spazi non convenzionali e una forte dimensione esperienziale, il festival intercetta pubblici nuovi, curiosi, trasversali per età e provenienza. È una proposta che non chiede competenze preventive, ma disponibilità all’ascolto e allo stupore. In questo senso, SOTTENCOPPA amplia concretamente l’accesso alla cultura, mettendo in relazione comunità diverse. Un lavoro che va nella direzione di una cultura pubblica più inclusiva, viva e contemporanea”.
Il programma e le produzioni originali
Tra Piazza Mercato e Piazza Municipio, si aprirà una geografia sonora senza confini.
Tra i protagonisti: il santur persiano di Alireza Mortazavi e la voce notturna di Keeley Forsyth, la poesia dell'egiziano Abdullah Miniawy e il rap di Aunty Rayzor.
Spazio alle produzioni originali con UBI FRACASSORIUM, in cui le guarattelle dialogano con percussioni e improvvisazione elettroacustica e la voce di Pulcinella riscopre la sua natura sperimentale, e l'Ensemble Festa Immobile, formazione estemporanea nata per il festival che intreccia Medioevo e improvvisazione contemporanea.
Nel weekend del 14 e 15 febbraio il programma dedicato ai bambini prevede laboratori di teatro delle ombre, costruzione di bandiere e vessilli, giochi in legno della tradizione, arte circense.
Il 17 febbraio, per il Martedì Grasso, il festival si chiuderà con A MORTE CARNEVALE: un'azione urbana collettiva che celebrerà in Piazza Municipio la simbolica morte del Carnevale come rifondazione del mondo, con la partecipazione di oltre cinquanta musicisti, tra la Banda Città di Sessa Aurunca, la Paranza Popolo Vascio, la Piccola Orchestra Improvvisa diretta da Chiara Mallozzi, e la voce della giovane soprano Chiara Turiello.