"In Consiglio comunale abbiamo approvato la riforma dello Statuto, adottato nel lontano 1991 e ormai superato dalla realtà cittadina e dall’idea di Napoli che vogliamo costruire. Con questo voto i beni comuni, il diritto all’acqua, il diritto al cibo e la parità di genere non sono solo riconosciuti come diritti universali, ma diventano indirizzi politici che orientano e vincolano l’azione amministrativa", hanno detto Enza Amato, Presidente del Consiglio Comunale e Sergio D’Angelo, Presidente della Commissione Statuto e Regolamenti.
"Si tratta uno Statuto che mette al centro la persona, i suoi diritti e la sua dignità e rafforza il profilo inclusivo della città. Promuovere la Cittadinanza Onoraria per Ius Soli è una scelta di civiltà - hanno continuato - Napoli dimostra ancora una volta di saper guardare avanti, fedele alla sua vocazione di città aperta, mediterranea, capace di anticipare temi che a livello nazionale restano ancora irrisolti".
"Sul fronte delle Municipalità, le scelte compiute riconoscono la complessità di Napoli, caratterizzata da territori profondamente diversi tra loro, che uno Statuto moderno non può ignorare. In questa direzione si rafforza l'autonomia dei territori attraverso maggiore equità nella distribuzione delle risorse, con criteri oggettivi che tengono conto della popolazione residente e regole più chiare per la governance locale - hanno spiegato Amato e D'Angelo - La riforma rafforza in modo significativo gli strumenti di partecipazione, con un sistema referendario articolato che comprende forme consultive, di indirizzo e di iniziativa popolare, un quorum fissato al 30 per cento e l’estensione del diritto di voto ai sedicenni. Il bilancio partecipativo viene assunto come strumento ordinario di governo, non più come esperienza occasionale.
Il nuovo Statuto valorizza, inoltre, la memoria civile della città, riconoscendo il 27 settembre come anniversario delle Quattro Giornate, richiamando il Manifesto di Ventotene e il contributo di Napoli all’antifascismo".
"La riforma dello Statuto è il frutto di un lavoro collegiale delle forze politiche in Consiglio comunale, avviato fin dal primo anno di consiliatura con l’istituzione di una commissione speciale, poi raccordata con la commissione permanente competente per materia - hanno concluso -
Il valore di uno Statuto si misura nella capacità di tradurlo nella vita della città. Il bilancio partecipativo, il bilancio di genere e il sistema dei garanti sono strumenti che da oggi diventano possibili. Nelle prossime settimane il lavoro del Consiglio e dell’Amministrazione si concentrerà sull’adozione degli atti necessari, sul regolamento attuativo e sul riordino del decentramento delle Municipalità".