Descrizione
Presentate le attività del Centro di Giustizia Riparativa per il Distretto della Corte d’Appello di Napoli, promosso dal Comune. La struttura è stata attivata nei mesi scorsi presso la sede di vico Santa Margherita a Fonseca. All’incontro, svoltosi questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, sono intervenuti il sindaco Gaetano Manfredi, l’assessora alle Politiche sociali, Giovanili e al Lavoro Chiara Marciani, Gemma Tuccillo, già Capo Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, e Carmela Grimaldi, referente dell’associazione Tarita che, insieme alla Fondazione Don Calabria, gestisce le attività del Centro in convenzione con il Comune.
Il Centro di Giustizia Riparativa è stato istituito in attuazione della Riforma Cartabia e offre percorsi di mediazione e dialogo tra vittime e autori di reato, con l’obiettivo di favorire la riparazione del danno e la responsabilizzazione delle persone coinvolte. La struttura prende in carico casi segnalati dall’Autorità giudiziaria, compresi quelli che coinvolgono minori, avvalendosi di mediatori esperti e operando in collaborazione con enti del Terzo Settore. L’obiettivo principale è la gestione dei conflitti derivanti dal reato, andando oltre la sola dimensione punitiva e promuovendo un approccio fondato sull’ascolto, sul dialogo e sull’incontro tra le parti.
«Questo Centro – ha affermato il sindaco Manfredi – vuole aiutare a ridurre il conflitto tra chi ha commesso un reato e chi lo ha subito. I Comuni hanno il compito di istituire e sostenere queste strutture, ed è ciò che il Comune di Napoli ha fatto attraverso un percorso che ha visto il coinvolgimento della magistratura, delle associazioni e dell’avvocatura. Si tratta di uno dei primi Centri realizzati in Italia e mi auguro che possa offrire un contributo significativo alla risoluzione negoziata delle situazioni conflittuali. Il numero di casi già presi in carico testimonia la validità di questo approccio».
«In questi primi mesi il Centro di Giustizia Riparativa ha già preso in carico 22 casi – ha ricordato l’assessora Marciani –. Siamo lieti di poter contribuire, come Amministrazione comunale, all’attuazione di una riforma della Giustizia che punta a ricucire le ferite generate dalla commissione di un reato. Anche episodi particolarmente gravi, infatti, non sempre trovano una risposta adeguata nella sola irrogazione della pena. Attraverso questa sede, ospitata in un immobile comunale, intendiamo promuovere anche attività formative rivolte a nuovi mediatori e favorire l’apertura di sedi distaccate, così da ampliare i casi presi in carico. Ci auguriamo che questo rappresenti un contributo importante non solo per la giustizia riparativa, ma anche per la prevenzione, soprattutto quando sono coinvolti minorenni».
«Il percorso di giustizia riparativa non è alternativo al procedimento penale, ma si affianca a esso e può essere intrapreso in qualsiasi fase, dalle indagini all’esecuzione della pena. Si tratta di un cambiamento culturale, perché significa creare uno spazio di ascolto, dialogo e confronto tra la vittima del reato e la persona indicata come autore, con l’obiettivo di ricomporre il conflitto generato dal fatto criminoso. È un percorso volontario, libero e gratuito, accompagnato da una figura terza, qualificata e imparziale, quale è il mediatore», ha spiegato Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte d’Appello di Napoli, intervenuta all’incontro.





























