Il rilancio di Napoli: quattro anni di “patto” tra risanamento e investimenti

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Il Sindaco Manfredi e l'Assessore Baretta illustrano il percorso che ha riportato i conti in sicurezza e normalizzato i servizi

Data pubblicazione:
02 Aprile 2026
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A Palazzo San Giacomo il bilancio del quadriennio 2022-2025. Il Sindaco Manfredi e l'Assessore Baretta illustrano il percorso che ha riportato i conti in sicurezza e normalizzato i servizi: disavanzo ridotto di oltre 800 milioni, pagamenti record e un piano assunzioni senza precedenti.

Si è tenuta questa mattina, nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, la conferenza stampa dedicata al bilancio dei primi quattro anni del "Patto per Napoli". L’accordo, sottoscritto nel marzo 2022 dal Sindaco Gaetano Manfredi e dall’allora Presidente del Consiglio Mario Draghi, ha rappresentato la "chiave di volta" per evitare il dissesto finanziario e avviare una stagione di riforme strutturali attese da oltre un decennio.

Presenti all’incontro il Sindaco Gaetano Manfredi, l’Assessore al Bilancio Pierpaolo Baretta e il Coordinatore dell’Osservatorio Economia e Società del Comune, Gaetano Vecchione.

Il Risanamento: I numeri del cambio di passo

Il percorso di recupero, impostato su un arco temporale di 21 anni (fino al 2042), poggia su una solida cooperazione tra Stato ed Ente locale. I risultati finanziari al 31 dicembre 2025 certificano un’inversione di tendenza netta:

  • Riduzione del Disavanzo: Il debito, che al termine del 2021 ammontava a oltre 2,2 miliardi di euro, è stato abbattuto drasticamente, scendendo a circa 1,58 miliardi nel 2024 e prevedendo un valore inferiore a 1,4 miliardi nel consuntivo 2025.
  • Tempi di Pagamento: Napoli ha cancellato l'immagine di "ente moroso". Dai 314 giorni di attesa media del 2020 si è passati ai 29,7 giorni del 2024, fino a raggiungere l'eccellenza dei 22 giorni nel 2025. Questo dato, in linea con le riforme PNRR, restituisce dignità e liquidità alle imprese che lavorano con la città.
  • Capitale Umano: Per far camminare le riforme servono le persone. Dal 2022, attraverso procedure concorsuali trasparenti, il Comune ha inserito nel proprio organico circa 2.200 nuove unità, rigenerando una macchina amministrativa colpita da anni di blocco del turnover.

La Riscossione e la Valorizzazione

Un pilastro fondamentale del Patto riguarda l’autonomia finanziaria. Grazie alla partnership con la società di progetto Napoli Obiettivo Valore, il Comune ha finalmente messo a regime la gestione delle entrate.

  • In soli due anni e mezzo, sono state lavorate 1,8 milioni di pratiche per un valore di 1,6 miliardi di euro.
  • Gli incassi complessivi hanno raggiunto i 275 milioni di euro, con punte di eccellenza nel recupero dell'evasione TARI (oltre il 28% di riscossione) e IMU (20 milioni di euro incassati).
  • Accanto alla riscossione, l’Ente ha puntato sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare (con il fondo Invimit) e sulla riduzione strutturale dei fitti passivi, massimizzando ogni risorsa disponibile.

Le Prospettive: Una sfida di stabilità

Sebbene il "Patto" abbia garantito un afflusso straordinario di risorse (oltre 640 milioni incassati nel primo quadriennio), dal 2026 il contributo statale subirà una riduzione fisiologica, passando da una media di 128 milioni a circa 47 milioni annui. Per questo, l'Amministrazione è già al lavoro su nuove misure di efficientamento dei servizi a domanda individuale e sulla gestione ordinaria dei tributi, con l'obiettivo di rendere il risanamento non solo un evento straordinario, ma una condizione strutturale e permanente.

Il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi:

"Quello che presentiamo oggi non è un semplice rendiconto contabile, ma il racconto di una città che ha ritrovato la propria credibilità istituzionale. Quando abbiamo firmato il Patto con il Presidente Draghi, la sfida sembrava quasi impossibile: eravamo schiacciati da un debito miliardario e da una macchina amministrativa svuotata. Oggi, dopo quattro anni di lavoro rigoroso, possiamo dire con orgoglio che Napoli ha rispettato ogni singolo impegno preso con lo Stato. Abbiamo dimezzato il disavanzo e, soprattutto, abbiamo dimostrato che è possibile gestire una grande metropoli del Sud con efficienza europea, pagando i fornitori in anticipo rispetto alla scadenza dei 30 giorni. Questo non è un punto d'arrivo, ma la base solida su cui stiamo costruendo la Napoli del futuro: una città dove i servizi funzionano perché i conti sono in ordine, stiamo portando avanti molte sfide decisive su rigenerazione urbana, partenariato pubblico-privato, rete sociale sul territorio e nuove opportunità per i giovani. Ora tocca accelerare per consolidare questa trasformazione in atto

"L’Assessore al Bilancio, Pierpaolo Baretta:

"I primi quattro anni del Patto per Napoli sono stati la fase dell'emergenza e della semina, ora entriamo in quella della stabilità. Abbiamo gestito con estrema attenzione l'ingente flusso di risorse statali — oltre 600 milioni di euro — concentrandoli nel periodo di massima necessità per abbattere il debito e rilanciare gli investimenti. La vera vittoria politica è stata l'anticipo dei risultati: l'aver già azzerato le quote di ripiano del disavanzo previste fino al 2032 ci permette di guardare al futuro con meno ansia, nonostante la riduzione dei contributi statali che inizierà dal prossimo anno. La nostra strategia è chiara: compenseremo il calo dei trasferimenti nazionali con un ulteriore potenziamento della riscossione e con una gestione intelligente del nostro immenso patrimonio immobiliare. Napoli non chiede più assistenza, ma esercita la propria autonomia finanziaria con serietà, trasformando ogni euro recuperato dall'evasione in servizi per i quartieri e manutenzione della città."

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Ultimo aggiornamento: 02/04/2026, 15:59

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