Descrizione
La Commissione Trasparenza, presieduta da Iris Savastano, ha discusso oggi della procedura di assunzione tramite lavoro interinale attivata da Napoli Servizi, relativa a diverse unità di personale recentemente inserite nell’organico della società partecipata.
La questione trae origine da una richiesta di chiarimenti presentata lo scorso 10 febbraio dal gruppo di Forza Italia, con cui si invitava la società a fornire elementi puntuali sulle modalità con cui sono state effettuate le selezioni. In particolare, sono stati richiesti approfondimenti sulle procedure adottate per il ricorso al lavoro interinale; sui criteri di selezione utilizzati; sull'avviso pubblico per la ricerca di 20 unità di personale da impiegare nei servizi di pulizia e di due posizioni di 7° livello, caratterizzate da un profilo professionale significativamente più elevato rispetto alle altre figure selezionate, da impiegare nell'ufficio paghe e nel settore dei servizi informativi.
Nel corso del dibattito sono emerse diverse posizioni politiche, tutte accomunate dalla richiesta di maggiore trasparenza.
Il consigliere Pasquale Esposito (PD) ha ricordato di aver sollevato per primo la questione in Consiglio comunale, ribadendo la propria contrarietà al ricorso al lavoro precario da parte di un soggetto pubblico, soprattutto in una fase di riorganizzazione aziendale. Il bando in questione non è stato sufficientemente pubblicizzato, ha sottolineato Esposito, evidenziando di non aver ancora ricevuto risposte soddisfacenti dall’Amministrazione, ancora più necessarie dopo che sono state diffuse notizie di stampa relative a possibili rapporti di parentela tra persone assunte e rappresentanti sindacali o dipendenti della società.
Il consigliere Toti Lange (Misto) ha sottolineato che dalla lettura della risposta formale di Napoli Servizi la procedura sembrerebbe rispettare le norme, ricordando che in situazioni emergenziali il ricorso al lavoro interinale può essere consentito. Tuttavia, ha evidenziato che eventuali collegamenti tra assunti e rappresentanti sindacali o personale della società rendono quantomai necessario un ulteriore approfondimento.
Il consigliere Salvatore Guangi (Forza Italia) ha ribadito la richiesta di conoscere il quadro completo della procedura, a partire dal numero delle domande pervenute e dai criteri di selezione adottati, sottolineando inoltre che il Consiglio comunale non può apprendere dagli organi di stampa informazioni di attività non trasparenti riguardanti una società partecipata. Se le risposte richieste non saranno esaustive, ha detto, si procederà con un esposto in Procura.
Nel corso della seduta è intervenuto anche l’amministratore di Napoli Servizi, Alessandro Venturieri, che ha ricostruito il contesto organizzativo in cui si è deciso di ricorrere al lavoro interinale. La società – ha spiegato – si trova a gestire una forza lavoro con un’età media elevata, con circa il 50% del personale che andrà in pensione nei prossimi due anni. Inoltre, la scelta è legata alla fase di trasformazione societaria e alla prospettiva della nascita di Napoli Patrimonio, nella quale confluirà una parte del personale. Venturieri ha inoltre ricordato la vicenda dei 42 lavoratori della Modern Facility Management rimasti senza attività a seguito di un appalto non proseguito: per tutelarli è stata attivata una clausola di salvaguardia che ha consentito loro di lavorare per Napoli Servizi tramite lavoro interinale.
Per quanto riguarda le altre 20 unità di personale oggetto del dibattito, la società ha riferito di aver effettuato una selezione con graduatoria anonima attraverso società di selezione, ribadendo la volontà di garantire la massima pubblicità e trasparenza nelle future procedure e definendo non accettabili eventuali illazioni che possano danneggiare l’immagine della società e della città. Per questo ci si attiverà attraverso un'ispezione interna per approfondire la questione posta dalla commissione.
Nel dibattito è intervenuta anche la dirigente dell’area Partecipate del Comune che ha riferito come dagli atti trasmessi dalla società non emergano irregolarità dal punto di vista tecnico-amministrativo.
La commissione, ha concluso la presidente Savastano, si riunirà nuovamente sull'argomento, con la partecipazione anche dell'assessore con delega alle Partecipate Pier Paolo Baretta, per discutere degli esiti dell'indagine interna alla Napoli Servizi. Per il futuro, ha sottolineato, vanno assolutamente evitate procedure di questo tipo, che non soddisfano i caratteri della più ampia partecipazione, che dovrebbe caratterizzare ogni procedura di selezione del personale di un'azienda pubblica.