Descrizione
Un ragazzo solca il mare di Napoli su una tavola sospinto dal vento, improvvisamente si ferma e raccoglie una bottiglietta di plastica gettata da qualcuno in acqua. Il video con il campione mondiale di wingfoil Ernesto De Amicis è uno degli spot realizzati per la campagna 2026 di “Chi Tene ‘O Mare: conoscere per proteggere”. Con De Amicis, anche il cantautore Andrea Sannino e il duo comico Arteteca hanno prestato il loro volto per sensibilizzare cittadini e turisti alla tutela dell’ambiente marino-costiero. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato all’Istruzione e alle Famiglie in collaborazione con l’Assessorato alle Infrastrutture, alla Mobilità e alla Protezione Civile e con Arpa Campania, è giunta alla terza edizione ed è stata presentata oggi.
«Siamo giunti al terzo anno di questo progetto che portiamo avanti insieme all’Arpa Campania, coinvolgendo testimonial d’eccezione come artisti e sportivi, e gli studenti delle “scuole blu”, una rete di istituzioni scolastiche che hanno avuto una certificazione europea e fanno parte di un programma dell’Unesco che mira a introdurre i temi dell’economia blu nei percorsi educativi. Questi ragazzini ci aiutano a capire quanto sia importante il mare e come fare per proteggerlo», ha spiegato l’assessora Striano.
«Stiamo facendo il massimo sforzo – ha affermato l’assessore Cosenza – per rendere fruibili le spiagge e il mare che, ormai, è balneabile ovunque, come attesta l’Arpac, tranne un tratto a San Giovanni a Teduccio su cui stiamo lavorando. Così come stiamo lavorando per restituire accessibilità e servizi sugli arenili pubblici. Tutto questo, però, non basta perché è brutto avere delle spiagge disponibili e poi ritrovarsi in un mare di rifiuti».
«La qualità delle acque di balneazione – ha evidenziato il direttore generale di Arpac, Sorvino – è in graduale ma significativo miglioramento, sia in ambito nazionale e regionale, sia nella città di Napoli. Il nostro mare è continuamente monitorato dall’Arpac. I dati sono buoni e in taluni casi eccellenti, ma questo non significa che debba calare il livello di attenzione da parte degli operatori e di tutta la comunità che deve tutelare questa risorsa primaria».


















