Beni confiscati, il Comune apre il dialogo con il territorio nei processi di gestione e valorizzazione, ascoltati i soggetti gestori

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Concluso il confronto tra l’amministrazione comunale e le Municipalità sulle modalità di riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata

Data pubblicazione:
24 Aprile 2026
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Si è conclusa oggi la procedura di confronto avviato tra l’amministrazione comunale e le Municipalità al fine di concretizzare il percorso di restituzione alla comunità locale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, rendendoli utili all’intero territorio cittadino attraverso progetti di riutilizzo sociale. Dopo un primo incontro dello scorso 17 aprile, si è compiuto oggi un primo passaggio istituzionale volto a costruire un quadro conoscitivo condiviso, obiettivo è la creazione di un percorso continuo nel quale il territorio diventa sentinella di legalità a presidio dei beni.
Nel corso delle due sedute, coordinate dalla dirigente del Servizio Beni Confiscati del Comune di Napoli Nunzia Ragosta, sono stati ascoltati i soggetti affidatari dei beni, che hanno illustrato i progetti attualmente in corso, offrendo all’assemblea un aggiornamento puntuale sullo stato delle attività. L’incontro ha rappresentato l’occasione per mettere a confronto esperienze, risorse disponibili e criticità operative, nell’ottica di una gestione più efficace e trasparente del patrimonio sottratto alle organizzazioni criminali e restituito alla collettività.
Agli incontri hanno partecipato l’assessore alla Legalità Antonio De Iesu, la presidente del Consiglio comunale Enza Amato, il capogruppo del Partito Democratico Gennaro Acampora e il presidente della commissione Legalità Pasquale Esposito. De Iesu ha ricordato l’importanza di avere ora un regolamento dei beni confiscati, ha illustrato alcuni progetti in corso, e l’importanza di ascoltare le esigenze del territorio per intercettare finanziamenti e offrire le risposte richieste.
Pasquale Esposito ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, definendola un passaggio importante per rafforzare il coordinamento tra Comune, municipalità e soggetti affidatari. Esposito ha evidenziato come il confronto e l’ascolto dei territori rappresentino un metodo positivo e fondamentale per valorizzare i beni confiscati, e renderli strumenti concreti di rigenerazione sociale e presidio democratico.
Per la presidente Amato con questa iniziativa: «il Consiglio comunale assume un ruolo attivo nel monitoraggio dei beni confiscati. Non basta assegnarli: occorre accompagnare le realtà affidatarie, condividerne le difficoltà e garantire che ogni bene resti effettivamente uno spazio di legalità e di servizio per i cittadini.»

Ultimo aggiornamento: 24/04/2026, 16:27

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