Descrizione
Si è riunita oggi la Commissione Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile del Consiglio comunale di Napoli, presieduta da Aniello Esposito, per il confronto sulla deliberazione n. 328 relativa alla trasformazione di ABC – Acqua Bene Comune Napoli da Azienda Speciale in società per azioni Società Benefit, e per le valutazioni sul nuovo Statuto della costituenda Acqua Bene Comune Napoli S.p.A. Sono intervenuti l'assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta, il commissario straordinario di ABC Andrea Torino, il direttore Sergio De Marco, il professor Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto costituzionale alla Federico II, e i rappresentanti delle RSU aziendali.
Ad aprire il confronto è stato Alberto Lucarelli, che non ha condiviso la scelta – ritenuta dal Comune necessaria - della costituzione di una società per azioni per continuare il servizio idrico: la norma non lo impone, ha evidenziato, mentre sarebbe stata praticabile la strada della proroga dell'affidamento che scade nel 2027. Nel complesso, ha concluso, la convenienza della scelta non è stata dimostrata, mentre sarebbe opportuno chiarire perché la trasformazione in Spa non sia stata preceduta da un piano industriale e da un quadro economico-finanziario dell’azienda, su questo occorre un confronto con l’Amministrazione.
Ha replicato il commissario straordinario Andrea Torino, per il quale la norma è vincolante e priva di margini: il servizio idrico non può essere gestito da un'azienda speciale. La proroga, ha spiegato, configurerebbe comunque tecnicamente un nuovo affidamento, da fondare sulla normativa vigente, e in questa forma hanno individuato l'unica via sia l'Ente Idrico Campano sia l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato; senza la trasformazione, l'azienda andrebbe in liquidazione il 31 dicembre 2027. La garanzia della natura interamente pubblica, ha sottolineato, risiede nell'affidamento in house, mentre l'urgenza nasce dall'imminenza della scadenza e dalla necessità di dare certezze per accedere ai finanziamenti. Ha infine riferito che il comitato di sorveglianza non è mai stato attivato. Il direttore Sergio De Marco ha ricostruito la cronologia dei passaggi e chiarito che la società non intende diventare una multiutility, ma punta a investimenti utili a conseguire l'autonomia energetica.
Dal fronte sindacale, i rappresentanti intervenuti si sono detti favorevoli alla trasformazione, chiedendosi anzi se fosse stato necessario, tredici anni fa, trasformare l'Arin in azienda speciale, e auspicando un ritorno alla società per azioni e a un contratto di natura privatistica, da esplicitare nello statuto. Hanno descritto il comitato di sorveglianza come un'assemblea aperta a troppi soggetti privi di competenze, ribadendo che l'acquedotto va gestito con logica industriale — posizione condivisa da tutte le sigle. Hanno avvertito che interpretazioni difformi da quelle dei soggetti preposti rischiano di compromettere la tenuta aziendale, sollecitato la rapida approvazione delle delibere e degli atti propedeutici e chiesto la modifica dell'articolo 26 dello statuto, per consentire ai lavoratori l'esame anticipato degli atti che li riguardano. Nessuna preoccupazione sull'ingresso dei privati, dato che lo statuto blinda la natura pubblica della società: se il metodo consente di preservare l'acqua pubblica e di far crescere l'azienda, hanno concluso, non c'è motivo di perdere altro tempo.
Nel dibattito, Gennaro Acampora (PD) ha rivendicato il sostegno al referendum sull'acqua pubblica, escludendo passi indietro e denunciando la strumentalizzazione dei mesi scorsi: oggi, ha rimarcato, si stabilisce con chiarezza che l'azienda non viene privatizzata e resterà per trent'anni interamente pubblica, pena la decadenza dell'affidamento, come pubblici resteranno i settori dei rifiuti e del trasporto. Claudio Cecere (Movimento 5 Stelle) ha definito ABC il cuore pulsante della città e ricondotto la scelta della S.p.A. Società Benefit alla volontà di blindare il carattere pubblico del servizio; pur riconoscendo i timori dei comitati verso un passaggio spesso anticamera della privatizzazione, ha invitato a riempire la forma della S.p.A. con le garanzie e la partecipazione democratica dell'azienda speciale, chiedendo di inserire nello statuto l'obbligo di destinare gli utili al miglioramento del servizio e al sostegno delle fasce deboli.
Ha chiuso gli interventi l'assessore al Bilancio Pier Paolo Baretta, per il quale il valore dell'acqua come bene pubblico non è mai stato in discussione, ma solo le modalità per garantirlo. Acquisito che l'azienda speciale non era prorogabile, come previsto dalle norme vigenti, si è optato – al fine di evitare l’apertura al mercato - per la trasformazione in S.p.A. e l'affidamento in house per trent'anni, con la veste di Società Benefit. L'opzione pubblica, ha ribadito, vale per tutte le partecipate ed esclude qualsiasi privatizzazione, per dimostrare che il pubblico può competere con il privato. Ha annunciato che il nuovo statuto confermerà le forme di partecipazione dei cittadini, semplificandone l'impianto secondo criteri di rappresentatività, e che sarà esplicitato il contratto applicato, del comparto gas-acqua, con gli utili reinvestiti in ABC; sulle garanzie contro future privatizzazioni, ha detto che si continuerà a ragionare su quali formule , da inserire nello statuto, potranno assicurare questa volontà dell’Amministrazione.
Nelle conclusioni, il presidente Aniello Esposito ha assicurato che la Commissione continuerà a vigilare affinché la natura pubblica della società resti sempre garantita.