Turismo e diritto all’abitare, il Consiglio approva la variante finalizzata alla salvaguardia dell’offerta abitativa nel centro storico

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Il provvedimento interviene sulla disciplina dei cambi di destinazione d'uso all'interno della categoria "residenziale" con l'obiettivo di contenere la progressiva trasformazione delle abitazioni ordinarie in strutture ricettive extra-alberghiere

Data pubblicazione:
15 Settembre 2026
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I lavori del Consiglio comunale, riunito oggi in seconda convocazione, sono iniziati alla presenza di 22 consiglieri. L'Aula ha approvato maggioranza, con il voto contrario delle opposizioni e l'astensione di Sorrentino, D'Angelo e Carbone, la delibera 374, illustrata dall'assessora all'Urbanistica Laura Lieto, relativa all'approvazione definitiva della variante urbanistica finalizzata alla salvaguardia dell'offerta abitativa nel centro storico.
Il provvedimento interviene sulla disciplina dei cambi di destinazione d'uso all'interno della categoria funzionale "residenziale" con l'obiettivo di contenere la progressiva trasformazione delle abitazioni ordinarie in strutture ricettive extra-alberghiere. Cuore della variante è l'introduzione di una soglia minima di residenzialità ordinaria, fissata in sede di prima applicazione al 70 per cento e valida all'interno di un'area di regolamentazione appositamente delimitata nel centro storico . In questo perimetro il passaggio da abitazione ordinaria a bed & breakfast, affittacamere, case e appartamenti per vacanze o locazioni brevi è consentito solo nel rispetto di tale soglia, calcolata sull'intera unità edilizia. Sarà il Consiglio comunale, sulla base di appositi studi predisposti d'ufficio, ad aggiornare periodicamente sia l'estensione dell'area sia il valore della soglia da tutelare.
Il provvedimento chiude un percorso istruttorio avviato con il Documento strategico del preliminare e proseguito con l'adozione della variante e con la fase di partecipazione: nei termini di legge sono pervenute diciannove osservazioni, esaminate e recepite con le controdeduzioni approvate dalla Giunta nell’aprile 2026. Sulla variante si sono espressi con parere favorevole l'ASL Napoli 1, il Genio Civile, l'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale e le Municipalità 1, 2 e 3, mentre la Città Metropolitana di Napoli ne ha dichiarato la coerenza con le strategie territoriali sovracomunali.
Nell'illustrare il provvedimento, l'assessora Lieto ha sottolineato l'importanza di affrontare un tema nazionale, sul quale anche l'Europa si è espressa in modo chiaro. La città storica, ha osservato, è un organismo urbano vivo: il turismo deve essere parte di questo processo senza assorbire tutto, come avvenuto altrove. L'obiettivo è una città giusta, nella quale sia ancora possibile abitare. Sulla crisi abitativa l'urbanistica non può risolvere tutto, ma non può neppure restare estranea a queste dinamiche: una città è viva se è abitabile, e la variante va in questa direzione, ha concluso.
Nel dibattito è intervenuto anche il presidente della commissione Urbanistica Massimo Pepe, che ha ricordato il lavoro svolto per raggiungere un equilibrio: promuovere un turismo di qualità senza svuotare il centro storico dei suoi residenti, nel rispetto della sua identità e della sua vita quotidiana.
Iris Savastano (Forza Italia) ha annunciato il voto contrario del suo gruppo, criticando l'impianto della delibera. Ha contestato l'applicazione dei criteri fabbricato per fabbricato anziché per soglie territoriali, ha espresso dubbi sul monitoraggio di vincoli così rigidi e ha lamentato l'assenza di una vera politica per risolvere l'emergenza abitativa in città.
Toti Lange (Misto) ha ricordato di aver anticipato questi temi già tre anni fa con un ordine del giorno allora bocciato. Ha definito la questione un problema che entra nella carne viva dei cittadini e, denunciando ignavia e arroganza, ha chiesto strumenti urbanistici più adeguati.
Gennaro Esposito (Misto) ha annunciato il voto favorevole, considerando il provvedimento un primo passo pur giudicandolo insufficiente. Ha ricordato che il 40% dei napoletani vive in affitto e oltre il 60% ha un ISEE inferiore ai 10mila euro, sottolineando la difficoltà di trovare case a canoni accettabili, il nodo dell'abusivismo e la necessità di interventi successivi.
Luigi Carbone (Napoli Solidale Europa Verde Difendi la Città) ha apprezzato il tentativo di arginare gli eccessi dello sviluppo extralberghiero, ma ha giudicato la soglia del 30% troppo alta per tutelare la residenzialità. Ha avvertito che la delibera, non tenendo conto delle novità in arrivo dalla Commissione europea, rischia di risultare inadeguata e di esporsi a ricorsi, e ha annunciato alcuni emendamenti.
Rosario Andreozzi (Napoli Solidale Europa Verde Difendi la Città) ha lamentato come al provvedimento non si accompagni un intervento parallelo sull'emergenza abitativa, con investimenti nell'edilizia residenziale pubblica. Pur riconoscendo nella delibera un'apertura, ha invitato l'Amministrazione a non trascurare le critiche costruttive e ha annunciato una mozione per un monitoraggio continuo, che la impegni a intervenire con i necessari correttivi.
Flavia Sorrentino (Napoli Solidale Europa Verde Difendi la Città) ha condiviso il principio ispiratore della variante, ricordando però che per molti cittadini il turismo è una possibilità di guadagno e segnalando le criticità sulla soglia del 70%. Ha infine richiamato il tema dell'edilizia residenziale pubblica, definendo la variante un primo correttivo che richiede azioni conseguenti.
Gennaro Rispoli (Napoli Libera) ha ricordato che la politica è chiamata a scegliere e ad adattarsi ai cambiamenti della città, annunciando il suo voto favorevole alla delibera.
Ciro Borriello (Movimento 5 Stelle) ha parlato di una giornata importante, che conclude un lungo confronto avviato a inizio consiliatura e attento ai cambiamenti in corso in città. Ha definito il centro storico UNESCO una realtà da preservare, verso cui la delibera va nella giusta direzione, e ha sottolineato la necessità di affiancarvi strumenti sociali capaci di rispondere all'emergenza abitativa.
L'Aula è poi passata all'esame delle mozioni. La prima, illustrata da Flavia Sorrentino e approvata all'unanimità, chiede di rafforzare i controlli nel settore ricettivo, potenziando la Polizia Locale e dando priorità al contrasto delle strutture abusive e non censite. La seconda, illustrata dal presidente della commissione Urbanistica Massimo Pepe e anch'essa approvata all'unanimità, prevede un monitoraggio partecipato degli effetti della variante, con il coinvolgimento di associazioni e portatori di interesse e una relazione al Consiglio sui risultati entro quattro mesi.
Claudio Cecere (M5S) ha infine illustrato un ordine del giorno a sua firma per favorire l'insediamento di strutture ricettive extralberghiere, soprattutto legate al turismo rurale, a Chiaiano e nelle altre aree agricole e rurali della città, nel rispetto delle norme urbanistiche, paesaggistiche e ambientali. Il documento è stato approvato a maggioranza, con il voto contrario delle opposizioni.
Nelle dichiarazioni di voto Gennaro Acampora (PD) ha definito la delibera un atto importante, capace di conciliare il turismo e il diritto all'abitare, frutto del lavoro dell'Amministrazione per raggiungere questo equilibrio.

Ultimo aggiornamento: 16/09/2026, 10:40

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