Oltre cinquecento persone all’inaugurazione della seconda edizione di Al Faro Festival, al Molo San Vincenzo di Napoli

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Data pubblicazione:
29 Luglio 2026
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È partita con oltre cinquecento presenze la seconda edizione di Al Faro Festival, la rassegna che trasforma uno dei luoghi più simbolici di Napoli, il Faro del Molo San Vincenzo, in un teatro a cielo aperto. Affidato alla direzione artistica di Laura Valente, il festival dedica quest'anno la propria programmazione al mare, inteso come spazio di memoria, partenze, approdi, incontri e speranza.

In platea, insieme al sindaco Gaetano Manfredi e all'assessora al Turismo e alle Attività Produttive Teresa Armato, erano presenti anche l'assessore alla Cultura, agli Eventi e al Personale della Regione Campania Ninni Cutaia, l'assessore alla Transizione Digitale e Smart City del Comune di Napoli Valerio Di Pietro, l'europarlamentare Lucia Annunziata e il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Eike Schmidt.

Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli, “Il Faro è un luogo dell'anima"
«Il Faro è un luogo dell’anima per i napoletani: un luogo di partenze e di arrivi che restituisce il senso di una Napoli internazionale, capace di guardare oltre il proprio orizzonte senza perdere la propria identità. L’Argentina, il legame tra le nostre culture e il mito di Diego Armando Maradona raccontano una storia di passioni condivise che continua a unire i nostri popoli. Lo spettacolo intenso di Maurizio de Giovanni ha saputo raccontare come lo sport, la cultura e la memoria possano diventare un linguaggio universale capace di unire comunità lontane. Il nostro obiettivo è continuare ad aprire sempre di più il Molo San Vincenzo alla città, restituendo ai napoletani e ai tanti visitatori uno spazio straordinario che per troppo tempo è rimasto inaccessibile e che oggi, grazie alla cultura, torna a essere un luogo vivo e condiviso».

 

Teresa Armato, Assessora al Turismo e alle Attività Produttive : "Il mare continua a essere speranza"
Per l'assessora Teresa Armato il mare resta il grande protagonista del festival. «Siamo tra il Faro e la statua di San Gennaro, che sembra quasi voler accompagnare questa seconda edizione di Al Faro Festival. Il mare ha portato a Napoli civiltà, culture e anche dominazioni. Ma è lo stesso mare da cui sono partiti tanti napoletani verso terre lontane. Oggi, in un tempo segnato da guerre e migrazioni dolorose, continua a rappresentare anche una speranza. È questo il messaggio che il festival vuole consegnare alla città

 

Maurizio De Giovanni: "Il Mediterraneo torni a essere un ponte"
Ad aprire il programma artistico è stato Maurizio De Giovanni, protagonista dello spettacolo "El Mar De Dios". «Noi non parliamo di un mare qualsiasi, ma del Mediterraneo. Un mare che dovrebbe essere un ponte, un luogo di incontro e di festa e che troppo spesso è diventato dolore e separazione. Dobbiamo restituirgli la sua natura di spazio di cultura, di accoglienza e di dialogo. Per me il mare è casa, è il passaporto di questa città

Lo spettacolo ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra memoria, musica e parole, prendendo le mosse dal "gol del secolo" di Diego Armando Maradona, simbolo di un legame profondo tra Napoli e l'Argentina.

Sul palco, accanto a De Giovanni, Gloria Campaner al pianoforte e Mario Stefano Pietrodarchi al bandoneón hanno intrecciato Gardel e Piazzolla con la tradizione musicale napoletana. Con loro il soprano Nadezhda Nersterova, i danzatori del Balletto di Roma e l'intervento visivo di Roxy in the Box, che ha realizzato per il festival l'opera Maradona e rielaborato due suoi lavori iconici, San Gennaro e La Sirena, che accompagneranno anche le prossime serate.

Ad accogliere il pubblico anche l'installazione di Ivan Tresoldi – poeta visivo e pioniere della poesia di strada italiana – che ha trasformato il Molo San Vincenzo in uno spazio partecipativo attraverso un bosco di lettere cucite con fili rossi, invitando cittadini e visitatori a lasciare un segno del proprio passaggio.

Un'opera collettiva destinata a crescere nel corso del festival, custodendo voci e storie. Come il mare che la affianca, capace di raccontare partenze, legami e attese: un filo rosso ideale tra chi parte e chi resta, tra memoria e futuro.

Ultimo aggiornamento: 29/07/2026, 11:47

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