Descrizione
Si è svolto oggi, nella Sala del Consiglio comunale di via Verdi, l’incontro dedicato alla gestione e valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, che ha visto la partecipazione di delegazioni di studenti e docenti provenienti da quattro scuole superiori di Padova, in visita in città nell’ambito di un percorso di educazione alla legalità promosso dal Comune padovano.
Un momento di confronto tra istituzioni, operatori e mondo della scuola, che ha consentito di approfondire modelli amministrativi, esperienze di riutilizzo e strumenti di intervento pubblico, restituendo agli studenti una visione diretta di come i beni sottratti alla criminalità possano diventare risorse per la collettività.
Ad aprire i lavori è stata la Presidente del Consiglio comunale Enza Amato, che ha richiamato il percorso strutturato e continuativo avviato dal Comune di Napoli sul tema dei beni confiscati. Un lavoro fondato su un rapporto quotidiano con gli operatori del terzo settore e con le realtà impegnate nella gestione, con l’obiettivo di accompagnare i processi di trasformazione dei beni da luoghi di degrado a spazi di utilità sociale.
Nel corso dell’intervento è stato evidenziato come Napoli rappresenti oggi un modello riconosciuto per capacità di riutilizzo dei beni confiscati, grazie a un sistema che integra indirizzo istituzionale, gestione amministrativa e protagonismo delle realtà sociali. Un impegno che nel solo ultimo anno ha già portato alla restituzione alla città di cinque beni, segnando un risultato concreto nel percorso di rigenerazione urbana e sociale.
L’Assessora alle Politiche giovanili Chiara Marciani ha posto l’accento sulla centralità delle politiche giovanili, sottolineando come Napoli sia una città anagraficamente molto giovane e come la sfida principale sia quella di rafforzare i servizi e le opportunità dedicate alle nuove generazioni. In questa direzione si inserisce la scelta di destinare un bene confiscato alla realizzazione di un centro giovanile, quale esempio di come il riutilizzo possa tradursi in strumenti concreti di crescita, partecipazione e inclusione.
A seguire, la dirigente del Servizio Beni Confiscati Nunzia Ragosta ha illustrato il lavoro dell’amministrazione, soffermandosi sui processi di acquisizione, assegnazione e monitoraggio dei beni, nonché sulle criticità e sulle opportunità connesse alla loro gestione.
Renato Quaglia, per FOQUS, ha presentato l’esperienza di “Casa in Comune”, esempio di riutilizzo sociale che dimostra come i beni confiscati possano diventare spazi di produzione culturale, educativa e sociale, capaci di generare impatto nei territori.
Nel suo intervento, Enrico Tedesco della Fondazione Pol.i.s. – Politiche Integrate di Sicurezza della Regione Campania ha evidenziato il duplice volto dell’azione della criminalità organizzata, che si afferma sia attraverso la violenza sia attraverso il controllo economico del territorio. In questo contesto, il riutilizzo sociale dei beni confiscati rappresenta uno strumento fondamentale di contrasto, insieme al sostegno alle vittime innocenti, al lavoro con i detenuti per il reinserimento e alle attività educative nelle scuole.
Le conclusioni dell’incontro sono state affidate all’Assessore alla Polizia Municipale e alla Legalità Antonio De Iesu, che ha sottolineato come, in una città complessa come Napoli, il tema dei beni confiscati richieda non solo capacità di acquisizione ma soprattutto qualità nella destinazione, affinché ogni bene restituito possa generare valore sociale e contribuire alla costruzione di comunità più sicure e inclusive.



