NAPOLITANO A NAPOLI: ECCO IL VOLTO BUONO DI NAPOLI /ANSA

NON SOLO CAMORRA; A CAPO STATO DONATA MOLLETTA PER LA LEGALITA'


            
            (ANSA) - NAPOLI, 25 NOV - Il volto "buono" della città di 
Napoli, quello che rispetta le regole, che non vuole più 
contare i morti ammazzati e che non vuole essere più vittima 
della camorra, oggi si è raccontato al presidente della 
Repubblica, Giorgio Napolitano.
   Lo ha fatto attraverso il mondo della scuola, del 
volontariato, dell'imprenditoria, del teatro. Lo ha fatto 
raccontando i fatti, quelli vissuti. Ripercorrendo, passo dopo 
passo, una quotidianità che i napoletani vivono e come.
   Gli studenti al pari degli insegnanti, al pari della gente 
comune, al Capo dello Stato ha voluto far conoscere "l'altro 
volto". E lui, i loro racconti, li ha ascoltati. Ha preso 
appunti, ha sorriso, ha stretto le mani. Ha fatto sentire il suo 
sostegno. Proprio a lui, al Capo dello Stato, il presidente del 
Consiglio comunale di Napoli, Leonardo Impegno, ha voluto 
consegnare la "molletta della legalita": un simbolo scelto dal 
Comune come dagli studenti per dire che Napoli "non vuole 
mollare". Una molletta che il presidente Napolitano ha 
indossato al bavero della giacca, un simbolo fatto suo anche 
dalla stessa moglie Clio che, al pari di tanti altri, l'ha 
voluto indossare.
   Intanto, la Napoli "buona" è stata protagonista. Con 
Bianca, tanto per iniziare, del liceo scientifico "Elsa 
Morante" di Scampia, quartiere tra i più a rischio di Napoli.
   "Presidente noi andiamo a scuola un giorno si e due no 
perché nella nostra scuola commettono atti vandalici - ha 
raccontato - siamo stanchi. Hanno detto che la nostra scuola si 
spaccia e ci sono armi ma non è vero. Come possiamo fare in 
modo che la nostra scuola non venga infangata?".
    Ed ancora, Valentina, dell'istituto di Fuorigrotta che, ad 
alta voce, dice "sappiamo che dobbiamo rispettare le regole ma 
vogliamo essere tutelati, ne abbiamo bisogno Presidente". A 
salire sul palco, a guardare dritto il Capo dello Stato è stata 
anche Emilia Galeotti, mamma di Mario, 16 anni. "Presidente, 
mio figlio grazie alla scuola si è salvato", poi si commuove e 
a continuare a parlare proprio non ce la fa più.
   Ma a far conoscere la Napoli "civile e legale" ci sono 
anche altri, tanti altri a Città della Scienza. C'é Vittorio 
Silvestrini, presidente di Città della Scienza, ci sono le 
docenti che parlano dei progetti contro l'abbandono, contro 
l'evasione, c'é la responsabile della compagnia "Le Nuvole", 
che "grazie al teatro raggiunge 500 milioni di persone". C'é, 
poi, il maestro di strada Cesare Moreno, che parla del progetto 
"Chance" e che chiede fondi ordinari e sul palco sale anche 
don Tonino Palmese, dell'associazione Libera. Ricorda come un 
tempo "i figli degli operai avevano la possibilità di vivere 
insieme ai figli degli impiegati". "Poi - dice - hanno 
disegnato le periferie con la matita del razzismo".
   A riportare l'attenzione di tutti nel mondo "brutto" di 
Napoli ci pensa Silvana Fucito, di un'associazione napoletana 
antiracket. "In tanti pagano ancora il pizzo - dice la Fucito - 
presidente dica agli imprenditori che è possibile farcela, che 
lo Stato è vicino agli imprenditori". Anche Napoli può 
farcela. Il regista Francesco Rosi lo dice in maniera chiara: 
"Napoli non può e non deve fallire". Ritorna, poi, il mondo 
della scuola, il suo ruolo fondamentale. A sottolinearlo ci 
pensa Alberto Bottino, dirigente dell'Ufficio Scolastico 
regionale. "Gli studenti vogliono essere aiutati - dice - ma 
vogliono anche essere ascoltati". (ANSA)




