NAPOLITANO A NAPOLI: IMPEGNO, 'MOLLETTA' SIMBOLO LEGALITA'


            
            (ANSA) - NAPOLI, 25 NOV - Una "molletta della legalità" 
per dire al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, 
come all'Italia intera, che Napoli non ha intenzione di mollare. 
Per dire, ancora una volta, che Napoli non vuole cedere il passo 
alla illegalità. Un simbolo, la molletta realizzata dagli 
artisti del Borgo Orefici, che oggi è stata consegnata, al capo 
dello Stato, dal presidente del Consiglio Comunale di Napoli, 
Leonardo Impegno.
   Un simbolo dentro il quale è contenuto un messaggio, un 
volto di Napoli che si vuole far conoscere. Un volto buono, 
legale per cui vale la pena di non mollare.
   "Il 10 novembre, al Teatro Trianon nel quartiere di 
Forcella, il Consiglio Comunale e le associazioni studentesche 
hanno organizzato una manifestazione anticamorra che ha visto la 
partecipazione di più di mille ragazze e ragazzi - ha ricordato 
Impegno nel corso del suo intervento, a Città della Scienza nel 
corso dell'incontro "La scuola come risorsa nella Napoli 
d'oggi" - E' emersa, finalmente in quell'occasione, la Napoli 
migliore. Siamo riusciti a marginalizzare quella violenta ed 
arrogante".
   Il simbolo di quell'iniziativa fu una "mollettina" che 
significa: "non molliamo, non ci arrendiamo, non molliamo 
contro i poteri criminali, non molliamo contro la camorra, non 
ci rassegniamo alla violenza e al degrado".
   "Lei, signor Presidente, ci ha chiesto, con una bellissima 
lettera di sostegno e d'incoraggiamento, di 'tenerle in serbo' 
questo simbolo", ha sottolineato Impegno.
   "Con la sua lettera ci ha detto due cose fondamentali  dice 
il presidente del Consiglio comunale - la prima, che questa è 
la strada giusta, cioé non si può vincere la battaglia contro 
la camorra, le mafie senza una grande mobilitazione civile e un 
impegno di diffusione della cultura della legalità. La seconda, 
che 'non siamo soli' e di questo la ringraziamo. Attraverso le 
sue parole abbiamo sentito l'affetto e la solidarietà di tutti 
gli italiani". "Da allora ci sono state in città molte 
iniziative e altre ce ne saranno - ha aggiunto Impegno - In 
questi giorni i ragazzi e le ragazze ci hanno detto che per 
aprire una nuova stagione di legalità (necessaria a Napoli) 
bisogna cambiare noi stessi. In questo l'educazione ha un ruolo 
centrale".
   "Ci fa vedere, innanzitutto, quanto sia insidioso quel 
malinteso senso di tolleranza che ci fa guardare con 
indifferenza e rassegnazione alle piccole illegalità e alle 
piccole ma grandi violenze intorno a noi - sottolinea Impegno -
Questi atteggiamenti sono l'humus su cui cresce la sfiducia 
nella possibilità di cambiare le cose, e la sfiducia, per una 
città come Napoli che ha il degrado alle calcagna, è il 
sentimento più pericoloso". "Signor Presidente, come ha 
autorevolmente sostenuto in questi giorni, il contributo 
maggiore può venire dai giovani", ha detto Impegno aggiungendo 
che "rispettare la legge, osservare le regole non è altro che 
il rispetto degli altri e gli altri, anche in questo caso, siamo 
noi".
   Quindi, al Capo dello Stato un appello. "Ci aiuti signor 
Presidente a costruire, con i giovani e le istituzioni nazionali 
e locali, una diga fatta di modelli positivi. Penso che questo 
spetti alla politica", ha auspicato il presidente del Consiglio 
comunale. "Lo possiamo fare, lo dobbiamo fare, se la politica 
si pone due obiettivi: quello di creare più opportunità per le 
giovani generazioni - spiega - per evitare che i ragazzi e le 
ragazze presenti in sala, paghino come la mia generazione il 
prezzo più alto della transizione italiana e della 
trasformazione del mercato del lavoro". "L'altro obiettivo è 
di colpire la camorra nel suo punto più sensibile: i capitali, 
distruggendo le sue centrali economiche e i suoi flussi 
finanziari", ha aggiunto.
    "Diffondere la cultura della legalità, creare le 
condizioni di sviluppo per il Mezzogiorno, liberare le energie 
dei giovani - ha concluso - stare, quindi, con chi bussa alle 
porte e non con chi le tiene chiuse significa pensare alla 
crescita del nostro Paese: l'Italia".




