NAPOLITANO, APPELLO SU NAPOLI IN PARTE ACCOLTO (2)


            
            (ANSA) - NAPOLI, 25 NOV - Napolitano ha parlato dei limiti e 
dello spazio di manovra che gli offre il suo incarico e della 
possibilità concreta che ha di corrispondere ai numerosi 
appelli che riceve ogni volta che torna a Napoli.
   "Io avverto un grande imbarazzo e anche una preoccupazione - 
ha detto - ogni volta che sento queste richieste di fare 
qualcosa. Il presidente della Repubblica non ha poteri magici e 
non ha poteri esecutivi, ma rappresenta l'unità della nazione. 
Quindi, io ho innanzitutto il dovere di ascoltare, e ascolto, e 
posso anche aiutarvi a far sapere qualcosa di quel che si fa di 
buono a Napoli e di cui giornali e televisioni non parlano. C'é 
una ricchezza straordinaria di iniziative, ma ogni volta che 
arriva un'ondata di violenza e di degrado, c'é il rischio che 
questa ondata travolga tutto".
   Travolga e cancelli, spiega il presidente, il volto buono, 
fattivo, onesto della città, e anche le iniziative positive 
delle amministrazioni locali. "Bisogna stringere i denti, 
ingoiare i bocconi amari e dimostrare che si può vincere la 
violenza e il degrado e anche trovare il modo di far parlare di 
questo volto di Napoli sui giornali e in televisione".
   Napolitano si è detto personalmente "colpito" dalla 
ricchezza di progetti e iniziative "dal basso", che gli sono 
stati illustrati. E ha rivolto un particolare elogio ai giovani: 
"Voi siete la più grande fonte di energia pulita che può 
essere usata contro la violenza e la rassegnazione. Dovete agire 
mettendovi insieme, creare centri di aggregazione e di vita 
sociale, soprattutto nelle aree dove la situazione è più 
penosa, nelle periferie da recuperare e ridisegnare, poiché 
sono epicentro del degrado e della depressione".
   La scuola è un punto di iniziativa importante, aggiunge il 
capo dello Stato, incoraggiando tutte le iniziative per limitare 
la dispersione scolastica e per riportare nelle classi gli 
alunni che le abbandonano. La scuola, dice, è anche 
fondamentale per il lavoro. "Noi dobbiamo lottare affinché voi 
giovani possiate restare a lavorare a Napoli".
   Napolitano guarda poi la molletta simbolo dell' impegno 
anti-camorra che gli ha appuntato sul petto il presidente del 
consiglio comunale Leonardo Impegno e dice: "Non bisogna 
mollare, bisogna resistere all' offensiva della violenza, con 
coraggio" e cita l'esempio di una imprenditrice che ha reagito 
rivolgendosi alla giustizia e alla solidarietà di altri 
imprenditori. Poi abbraccia con uno sguardo la sala dell' 
auditorium stracolma di studenti, che lo hanno accolto con un 
applauso interminabile. Lui si è schermito: "Ho fatto tanti 
comizi, non sono abituato a queste ovazioni, vi ringrazio".
   Adesso, al momento del congedo, dice: "Spero che i giornali 
prima o poi parlino di questo dibattito con voi". Sembra finita 
ma il capo dello Stato vuole parlare di quell' appello che 
lanciò il 31 ottobre scorso, quando dichiarò: "Per la mia 
città sono i giorni peggiori, li sto vivendo con angoscia". 
Qualcuno si risentì. Adesso incomprensioni e polemiche sono 
superate. Ma Napolitano ci tiene a chiarire il senso di quel 
richiamo fuori dalle righe. Volle dare una scossa, soprattutto 
al governo nazionale, e ritiene di aver sortito l'effetto 
voluto. Il presidente del Consiglio, alcuni ministri, si sono 
mossi e hanno preso impegni, altri verranno. "C'é un impegno 
del governo nazionale ad agire" osserva. Sono stati messi a 
disposizione più mezzi per lottare contro la criminalità e il 
degrado, il ministro dell' Interno si è impegnato a tornare 
ogni mese a verificare la situazione. Certo, sono tutti impegni 
da verificare. "Sembra che ogni volta si ricominci, ma non 
bisogna mai stancarsi di ricominciare, non bisogna mai fermarsi. 
Vorrei accendere in voi non solo la speranza ma anche la 
fiducia. Non faccio un elogio del governo. Giudicherete voi se 
gli impegni che ha assunto saranno mantenuti". Ma intanto, è 
la conclusione, questi impegni sono stati presi. (ANSA).




