

Gli obiettivi 2009 del Coordinamento dei Difensori civici metropolitani
Roma, 20 marzo 2009 - I tre impegni primari sono class action pubblica, progetto di rilancio dell'educazione civica nelle scuole italiane, nuova Carta delle autonomie locali. Il Coordinamento dei Difensori civici metropolitani, riunito oggi a Roma presso la sede dell'ANCI, ha così definito il proprio programma di lavoro.
"Il difensore civico, sia che agisca su impulso del cittadino sia che si attivi di propria iniziativa, si muove avendo come fine la tutela in concreto del diritto alla buona amministrazione, ivi compresi servizi pubblici efficienti e di buona qualità. È perciò evidente che siamo interessati a contribuire all'applicazione dei meccanismi e alla costruzione dei progetti di riforma avviati su vari fronti dal Governo" commenta Alessandro Barbetta, Coordinatore dei difensori civici metropolitani e titolare della funzione a Milano.
"Ci riferiamo in particolare alla cosiddetta class action nel sistema pubblico che, prevista nella legge delega 4 marzo 2009, n. 15, prenderà forma più puntuale nei decreti legislativi di attuazione. La nostra proposta è di dare un ruolo da protagonista al difensore civico nella fase anteriore all'azione giurisdizionale, mettendo a punto un meccanismo analogo, e rafforzato, a quello che già opera con soddisfazione dei cittadini ex art. 25 della legge n. 241/1990 a fronte di un diniego all'accesso ai documenti amministrativi. Un contributo ad alleggerire le pressioni su TAR e Consiglio di Stato, a responsabilizzare sempre più direttamente organi e apparati delle amministrazioni e dei concessionari e a togliere dalla testa di molti che tutte le controversie hanno come punto d'approdo inevitabile i tribunali".
"Il progetto Cittadinanza e Costituzione, avviato dal Ministero Maria Stella Gelmini, - ha aggiunto Barbetta - è un'importante scommessa di rilancio di un'educazione mirata a promuovere un impegno civile consapevole. In un'operazione come questa le nozioni sono indispensabili, ma forse sono più importanti le testimonianze. Ci impegniamo dunque ad orientare alla realizzazione del progetto gli interventi che già sono svolti nelle scuole da molti difensori civici."
Per i Difensori civici metropolitani, infine, la messa a punto della Carta delle Autonomie, è l'occasione indispensabile per includere la difesa civica tra le funzioni necessarie di comuni e province, eliminando le disuguaglianze territoriali ancora presenti nella tutela dei cittadini nei confronti degli enti locali, fronte di più immediato impatto tra la gente e il sistema pubblico.