
Le politiche temporali sono individuate dalla Legge 8 marzo 2000, n. 53 "Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città", in particolare dal Capo VII Tempi della Città, artt. 22-28.
Le politiche temporali sono realizzate e gestite dai Comuni, al fine di coordinare e armonizzare i tempi e orari di funzionamento della città: coinvolgono diversi attori, in particolare i soggetti (istituzioni, imprese, persone) che localmente rappresentano diritti e interessi in molteplici ambiti di attività (mobilità, socio-sanitario, istruzione e formazione, lavoro, pianificazione urbanistica, turismo, decoro e arredo urbano, illuminazione pubblica, edilizia pubblica e privata, ambiente, pari opportunità, reti telematiche e informatiche, etc.).
Le politiche temporali promuovono azioni concrete in risposta alle esigenze dei cittadini, quali:
Lo strumento di indirizzo strategico che promuove l'armonizzazione dei tempi e degli orari a livello comunale è il Piano di coordinamento dei Tempi, finalizzato al raggiungimento dell'equilibrio tra tempi di lavoro, di cura, di formazione, di relazione, mediante il coordinamento dei tempi di funzionamento della città e la promozione dell'uso del tempo per fini di solidarietà sociale.
Il Comune di Napoli intende attuare il "Piano dei Tempi, degli Orari e degli Spazi della Città di Napoli", attualmente in via di elaborazione, secondo le modalità e le procedure previste dalla normativa di riferimento, attraverso l'Assessorato ai Tempi della Città, il sostegno e la collaborazione e degli Assessori di Giunta.