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Il lenzuolo bianco. Opere di Maria Rosaria Galeano

PAN | Palazzo Arti Napoli, dall'8 al 25 giugno

 
Locandina della mostra

Associazione Culturale A Voce Alta
presenta
Il lenzuolo bianco
opere di Maria Rosaria Galeano a cura di Roberto Serino
In collaborazione con Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli


8 - 25 giugno 2018
inaugurazione 8 giugno ore 18.00

Venerdì 8 giugno 2018 alle ore 18.00 presso lo spazio Loft del PAN | Palazzo delle Arti Napoli sarà inaugurata la prima personale di Maria Rosaria Galeano.
Interverranno Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, l’architetto Roberto Serino, curatore della mostra, Marinella Pomarici, presidente dell’Associazione A Voce Alta e la storica dell’arte Olga Scotto di Vettimo.
In mostra circa 50 opere, prevalentemente pittoriche, corpus visivo fino ad oggi tenuto ‘segreto’, come un diario nascosto e misterioso dell’intimità emozionale della Galeano, il cui accesso è reso possibile per la prima volta con questa esposizione propostadall’Associazione A Voce Alta.
“Mentre nel laboratorio si assemblavano vetri, cotti a gran fuoco e legati a piombo, Maria Rosaria tra un bozzetto e l’altro, è riuscita a ritagliarsi uno spazio privatissimo e nascosto: la pittura.”
Marinella Pomarici.
I lavori dal forte impianto lirico, selezionati dal curatore Roberto Serino e riferibili alla produzione degli ultimi venti anni, esprimono l a leggerezza del segno pittorico nonché una dolcezza e sensibilità d’animo, praticati per decenni esclusivamente come esercizio privato.
La mostra è articolata in tre sale, corrispondenti ad altrettanti raggruppamenti tematici - Giardino evanescente, Città di mare, Risacca – nelle quali «i quadri si raccolgono a loro volta all’interno di una invisibile trama fatta di collimazioni, di tonalità, di accenti improvvisi, in definitiva di sonorità visive con cui si tenta di costruire un racconto anche con le figure preesistenti, testimoni di altre storie», precisa Serino, che così aggiunge in catalogo: «Il titolo, la geometria del margine della tela, il riferimento al repertorio formale consueto tutto appare relativamente importante quando lo sguardo si avvia, incurante, dentro le teorie del blu cobalto o del rosso vermiglio o del bianco “stropicciato” dal vento, come in quel piccolo e delizioso quadro che mi ha suggerito il titolo della mostra “il lenzuolo bianco”» .
In questi ambienti le opere, incuranti delle mode stilistiche, procedono tra soluzioni informali e neonaturaliste (Fioritura, Primavera, Conchiglia, Mandorlo, Fiore bianco, Palloncino bianco, Autunno, Fondo marino), espressionismo coloristico e segnico (Papaveri, Donna con cappello verde, Nuvole, Incendio) che talvolta forza gli oggetti e li rende ‘personaggi’ (Estatee Fine dell’estate), e un certo “espressionismo magico” (Barchetta di carta e Giostra), in cui «il colore, ricco di memorie, non di rado familiari, denuncia un profondo sentimento per la vita e per il suo esistere e concorre a proporre una fenomenologia del visibile che si nutre dell’immaginario e del vissuto della pittrice, restituito in forme, figure, luce e colori intesi come frammenti allusivi della memoria», scrive Olga Scotto di Vettimo.
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