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Reverse man

Il primo Solo Show di Lorenzo Cabib, dal 22 al 25 marzo 2016 ore 10.00-19.30 al Pan

Progetto sponsorizzato dall'Assessorato alle Pari Opportunità, nell'ambito della rassegna Marzo Donna 2016
 

Contemporary Reload è lieta di presentare: "Reverse man", il primo Solo Show di Lorenzo Cabib, 21 marzo 2016 dalle ore 17.00 alle ore 19.30, PAN Palazzo delle Arti - Napoli.
Il progetto sponsorizzato dall'Assessorato alle Pari Opportunità, del Comune di Napoli nell'ambito della Rassegna Marzo Donna 2016, avente: "Je sto vicino a te".
La Forza delle Donne tra Comunità e Territori"
intende approfondire il tema delle pari opportunità prendendo come spunto il ruolo della figura femminile in alcuni manifesti pubblicitari tra gli anni '40 e '70, dove la donna era troppo  spesso relegata allo status di oggetto al servizio della famiglia o dell'uomo. 

Che cosa è cambiato da allora? Poco secondo alcuni, troppo secondo altri ...Un invito ironico a riflettere sullo stato delle relazioni uomo/donna troppo spesso inserite in cornici rigide, anche quando sottintendono un rispetto artificioso e ipocrita. Che cos'è davvero il rispetto? Ma soprattutto: esiste la possibilità di instaurare una relazione veramente paritaria, o un certo tipo di "sottomissione" è una condizione necessaria per la durata di qualsiasi tipo di rapporto? Manifesti originali  dell'epoca, vengono reinterpretati, mantenendo la struttura e le scritte originali ma sostituendo alla figura femminile quella maschile, in una sorta di cortocircuito, di inversione dei ruoli provocatoria. L'artista ha usato il linguaggio fotografico pubblicitario, ma prevalentemente senza alcuna emozione espressiva. I lavori sono stampati con tecniche e formati variabili per riprendere il linguaggio pubblicitario.
Alla mostra fotografica si affianca una parte performativa:"we did it",che si ispira al famoso manifesto di Rosie the Riveter, impulso del movimento femminista del secondo '900. Durante l'inaugurazione della mostra le visitatrici saranno invitate a farsi fotografare vestite nei loro "panni" da lavoro a mimare lo stesso gesto della lavoratrice californiana, sotto la scritta "we did it".
Per questo lavoro l'artista si è ispirato in particolare alla ricerca artistica di Barbara Kruger sul ruolo della pubblicità e dei mass media nella definizione dell'identità collettiva.

 
 
 
 
 
 
 
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