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Chiesa di San Pietro ad Aram

Luca Giordano. San Pietro riceve le chiavi

La Chiesa di San Pietro ad Aram sarebbe sorta nel luogo dove la tradizione vuole che il Santo abbia innalzato il primo altare tra il 43 e il 44 dopo Cristo. A tale data, la tradizione fa risalire la conversione di Santa Candida e Sant'Aspreno, diventato primo Vescovo della città di Neapolis. Situata fuori dalla cinta muraria della città, nel XII secolo, alla Chiesa fu annesso un Monastero per i canonici regolari di Sant'Agostino. Nel 1269 la Chiesa ed il Monastero furono completamente ricostruiti sotto re Carlo d'Angiò. Nel 1456 il Complesso fu distrutto dal terremoto. Nel 1483, con l'ampliamento delle mura della città, sull'area del preesistente Complesso fu ricostruito ed ampliato un nuovo Complesso Monastico da Ferdinando d'Aragona. Il nuovo Complesso presentava due ampi chiostri in puro stile rinascimentale, che furono distrutti con la creazione del corso Umberto I. Le colonne di uno dei due chiostri furono inglobate nel sacello ipogeo di Sant'Aspreno che si trova nel nuovo palazzo della Borsa.
 
Nel XVI secolo i canonici lateranensi, ai quali fu affidato il culto, promossero una prima ristrutturazione. Nella seconda metà del secolo XVII, l'arch. Pietro di Marino si occupò di una successiva ristrutturazione dove lavorarono Giovanni Mozzetta e Marzio Del Giudice.
 
Nell'atrio dell'ingresso principale si può ammirare il primitivo altare dove San Pietro celebrò la Santa Eucarestia. Tra i dipinti che si ammirano nell'atrio si distinguono un affresco di Girolamo da Salerno raffigurante San Pietro tra Santa Candida e Sant'Aspreno ed una tela di Francesco Curia con Papa Gregorio XIII e le anime purganti.
 
La chiesa, a croce latina, presenta una sola navata con cappelle laterali ove si ammirano opere di B. Azzolino, G.D. D'Auria, W. Cobergher, P. Landulfo, G.V. Forlì, Giovanni Merliano da Nola, T. d'Errico, P. Negroni, G. Diano, A. Vaccaro, G. Mozzetta, G.D. Vinaccia, L. Giordano, A. Sarnelli, Pacecco De Rosa. A sinistra dell'altare di San Raffaele si apre la porta della chiesa che immette su corso Umberto I e che attualmente costituisce l'ingresso principale.

 
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