1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu fondo pagina di navigazione
Contenuto della Pagina
condividi

Castel dell'Ovo

Il Castello è il più antico della città e sorge sull'isolotto di Megaris, primo approdo dei coloni greci che  nel VII secolo a.C. fondarono la città di Parthenope. In epoca tardo  repubblicana, I secolo a.C., il sito fu trasformato nella residenza del condottiero romano Lucio Licino Lucullo, che rimase colpito dall'amenità del luogo. Nel VII sec. d.C. si insediarono i monaci dell'ordine basiliano con la fondazione di un cenobio che divenne un importante centro culturale dell'antica città. A tale periodo appartiene la "Sala delle Colonne", probabilmente refettorio dei monaci, suddivisa in quattro navate da colonne di spoglio della villa di Lucullo.
 
Nel XII secolo vi si stabilirono i Normanni che ampliarono le fortificazioni esistenti rasformando l'isola in una vera e propria fortezza. Ulteriori interventi furono realizzati da Carlo I d'Angiò (seconda metà del XIII sec.) che riunì nel castello gli Archivi e la Magna Curia. Durante la dominazione aragonese vi morì nel 1458 Alfonso d'Aragona.
 
Nel 1503 il Castello venne gravemente danneggiato nel corso degli scontri tra le truppe francesi di Luigi XII e le truppe spagnole che assediarono la rocca facendo esplodere una mina. Ricostruito in forme bastionate per adattarlo alle nuove tecniche di difesa, subì ulteriori trasformazioni nei secoli XVII e XVIII. Risale al XIV secolo la denominazione di Castel dell'Ovo, riferita, probabilmente, alla particolare pianta ovoidale della struttura. Altresì, è da collegare ad un'affascinante leggenda di origine medievale, secondo la quale Virgilio, a cui venivano attribuiti poteri magici, avrebbe nascosto un uovo all'interno di una caraffa racchiusa in una in una gabbia di ferro sospesa ad una trave in un luogo segreto del castello. Il destino di quest'ultimo era legato a quello dell'uovo: rompendosi l'uovo sarebbe crollato il castello e la città. Nella struttura monumentale hanno sede l'Istituto Italiano dei Castelli ed il Museo di Etnopreistoria del CAI (Club Alpino Italiano) che raccoglie reperti di di varie aree del mondo secondo un iter cronologico che va da 700.000 a 3.000 anni fa.

 
Valuta questo sito: RISPONDI AL QUESTIONARIO