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Complesso monastico di Santa Maria di Regina Coeli

Pronao

La Chiesa, prospiciente il Largo Regina Coeli, è stata realizzata nel XVI secolo dall'architetto Giovan Francesco de Palma, detto ilMormando, su richiesta delle Canonichesse Lateranensi, monache della regola di Sant'Agostino. L'interno è ad unica navata. senza transetto, con cappelle laterali rispettivamente cinque sul lato destro e quattro su quello sinistro in quanto dal quinto spazio si accede alla sacrestia. La copertura della navata in capriate lignee, è mascherata da un cassettone di legno dorato e intagliato, realizzato nel 1659 su disegno di Pietro di Marino, con tre dipinti su tela di Massimo Stanzione, esponente del classicismo napoletano, realizzati tra il 1640 e il 1647 raffiguranti 'Annunciazione, la Natività e l'Incoronazione della Vergine. Tra i finestroni della navata sono presenti tele di Micco Spadaro e Luca Giordano raffiguranti santi agostiniani. I lavori di rivestimento della Chiesa, realizzati in marmi commessi, furono ultimati nel 1789 sotto la direzione dell'architetto Nicola Carletti. Nella seconda e quarta Cappella a sinistra vi sono dipinti Luca Giordano (1680-1684). La terza Cappella è dedicata a Santa Giovanna Antida Thouret, fondatrice dell'ordine delle Suore della Carità che dal 1810 occupano il complesso monastico. Dentro un'urna di marmo sono custoditi i resti mortali della Santa. Nella tribuna vi è l'altare maggiore con ricche tarsie marmoree policrome realizzato da Giovanni Mozzetti  Francesco Valentino. La cona d'altare presenta dipinti di Ferdinando Castiglia, sulle pareti laterali vi sono due grandi tele di Pietro Bardellino del 1786. Al di sotto di queste tele si ammirano due rilievi in marmo di Antonio Belliazzi su disegno di Giuseppe Sammartino.
Sulla controfacciata vi è un'importante tela di Antonio de Dominici raffigurante la Resurrezione di Lazzaro. Il Complesso Monastico venne realizzato agli inizi del XVII secolo su disegno dell'architetto Antonio Picchiatti. Presenta all'ingresso un interessante parlatorio, dell'antica clausura, affrescato alla fine XVIII secolo, oggi noto come il salottino imperiale.

 
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