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Home » Turismo e Cultura » Museo aperto "Le vie dell'arte" » decumano superiore - anticaglia

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Decumano superiore - via Anticaglia

Teatro romano. Particolare.

 Dal Largo Regina Coeli, dove s'innalza il complesso conventuale di Santa Maria Regina Coeli che custodisce tele di Stanzione, Luca Giordano, e Micco Spadaro, si prosegue lungo Via Pisanelli, passando al di sotto del campanile ottagonale della Chiesa di S. Maria di Gerusalemme si nota il seicentesco monastero detto delle "Trentatrè" dal numero delle suore di clausura che ne facevano parte.

Nella vicina Via Armanni sorge il complesso dell'Ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili fondato nel XVI secolo con annessa splendida Farmacia con stigli lignei e albarelli del Settecento.
 
Via Anticaglia è così denominata per la presenza di strutture ad arco in laterizio (II secolo d.C.) che costituiscono i contrafforti della cavea del Teatro Romano, dove si esibì l'Imperatore Nerone. Il teatro scoperto e l'Odèion, i cui resti sono stati recentemente messi in luce, occupano una vasta area ompresa tra l'Anticaglia e il via San Paolo Maggiore.

 
stretto vicolo tra due fabbricati sormontati da un arco in muratura
Via Anticaglia

Proseguendo nel Largo Avellino, si nota l'omonimo Palazzo costruito alla fine del XIV secolo (ampliato poi nel secolo XVII) per Ottino Caracciolo Principe di Avellino. Si giunge in Via Duomo, uno degli antichi cardini della città, che prende il nome dall'imponente cattedrale, scrigno di numerosi capolavori e del luogo dove avviene, nel primo sabato del mese di maggio e il 19 settembre il prodigioso evento della liquefazione del sangue di San Gennaro.

Il vicino Largo dove sorge il quattrocentesco Palazzo dell'Arcivescovado, prende il nome di Donnaregina, dalla Chiesa barocca ivi ubicata e dal trecentesco omonimo edificio di culto posizionato nell'attiguo vicoletto. Proseguendo si giunge al Largo Santissimi Apostoli con l'omonima settecentesca Chiesa fondata già nel V secolo sulle rovine di un tempio pagano. All'estremità di Via Carbonara, nel medioevo luogo al di fuori delle mura angioine, si erge in posizione elevata su di una scenografica scala a pianta ellittica dell'architetto Sanfelice, il complesso di San Giovanni a Carbonara che conserva accanto alla trecentesca Cappella Caracciolo pregevoli sculture rinascimentali.

 
 
 
 
 
 
 
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