
Più di cento firme per sostenere il Forum Universale delle Culture, raccolte in pochi giorni e che testimoniano la sensibilità del mondo culturale e dell'associazionismo napoletano ma anche nazionale ed internazionale. Tra i firmatari dell'appello, infatti, ci sono Kaled, Femi Kuti, Eliades Ochoa, Gordon Poole, Mathelda Balatresi, Pier Antonio Toma, Amato Lamberti e altri.
Queste firme fanno seguito all'appello lanciato dalla giornalista Nora Puntillo che potete leggere di seguito. Per sottoscrivere l'appello invia una mail di adesione a staff@forumdelleculturenapoli2013.com.
Sospendere i finanziamenti al Forum Universale delle Culture significa rallentare, fermare e anche cancellare la possibilità che Napoli torni alla ribalta di tutto il mondo per una manifestazione culturale internazionale che è stata a lungo contesa da altre grandi città. E significa anche annullare la possibilità di un rilancio economico e produttivo derivante dal previsto aumento dei già notevoli afflussi turistici e delle attività connesse. Il lavoro svolto in questi ultimi anni ha consentito di ottenere l'assegnazione del Forum 2013 a Napoli, vittoria di tutta la città, non di una forza politica. La Fondazione per il Forum Universale ha già avviato le attività preparatorie e programmatiche, e la rete di relazioni internazionali è già in una fase avanzata. La Fondazione è presieduta non da un estraneo alla città ma dall'assessore comunale alla Cultura Nicola Oddati, che ha svolto tutto il lavoro "diplomatico" a livello internazionale ottenendo l'assegnazione. Le incomprensibili ostilità mostrate alcuni mesi fa dal Governo nazionale nei confronti della Fondazione sembravano del tutto superate; ma la recente decisione della Giunta Regionale di sospendere i finanziamenti già in precedenza decisi nel bilancio regionale, può compromettere la realizzazione della manifestazione internazionale.
Invitiamo la Giunta presieduta da Stefano Caldoro, e che annovera fra i suoi componenti personalità che hanno avuto ruoli importanti in campo universitario, a mostrare che non considerano la cultura qualcosa di inutile e superfluo.