Comune di Napoli

26 maggio 2010 - Seduta solenne del Consiglio Comunale di Napoli sulla donazione degli organi

In occasione della Giornata nazionale della donazione e del trapianto di organi, in programma il 30 maggio, il Consiglio comunale si è riunito in seduta solenne per sensibilizzare i cittadini. Promuovere l'etica civile e altruistica che è alla base della donazione: questa la motivazione espressa dal presidente del consiglio Leonardo Impegno. Nei giorni scorsi, proprio a Napoli, la Società italiana per la sicurezza e la qualità dei trapianti, unitamente all'Associazione Cittadinanza attiva, ha proposto agli Enti locali di assumere la carta dei servizi per contribuire a migliorare il percorso donazione-trapianti. Alto, in Campania, il tasso di mortalità durante l'attesa del trapianto. Proprio per questo, l'amministrazione ha deciso di sostenere e promuovere la cultura della donazione, anche attraverso la diffusione della formazione all'interno delle scuole. Chiari i dati riportati dal vicepresidente Vito Lupo: nel 2009 sono stati trapiantati 56 fegati, 85 reni, 25 cuori. La diffidenza, oltre alla poca informazione, è il primo ostacolo da superare per affrontare questa scelta. Queste le parole di Fulvio Calise, direttore di uno dei centri di trapianto di fegato del Cardarelli. La legge italiana è altamente garantista, nell'accertare, attraverso rigorosi protocolli, la morte cerebrale del paziente. Dalla morte, però, può nascere la vita: ne sono una testimonianza Salvatore Galiero,consigliere comunale, Gennaro Biondi e Angelo Addeo. Numerosi gli interventi: il Presidente Carlo Lamura, Giuseppe Zuccatelli, sub commissario alla Sanità in Campania, Maria Caterina Sgambati dell'Ufficio scolastico regionale, hanno portato in aula la propria esperienza. Intitolare ai donatori un'area verde: è, invece, la proposta dell'assessore Ponticelli. L'assise è stata conclusa dal sindaco Rosa Iervolino Russo, che ha sottolineato come l'amministrazione debba farsi carico di diffondere la solidarietà e la tutela della vita. L'informazione, però, non basta, ha affermato, occorrono formazione e convinzione. Questo consiglio, per la Iervolino, non deve essere un episodio, ma l'inizio di un nuovo cammino. In occasione della Giornata nazionale della donazione e del trapianto di organi, in programma il 30 maggio, il Consiglio comunale si è riunito in seduta solenne per sensibilizzare i cittadini. Promuovere l'etica civile e altruistica che è alla base della donazione: questa la motivazione espressa dal presidente del consiglio Leonardo Impegno. Nei giorni scorsi, proprio a Napoli, la Società italiana per la sicurezza e la qualità dei trapianti, unitamente all'Associazione Cittadinanza attiva, ha proposto agli Enti locali di assumere la carta dei servizi per contribuire a migliorare il percorso donazione-trapianti. Alto, in Campania, il tasso di mortalità durante l'attesa del trapianto. Proprio per questo, l'amministrazione ha deciso di sostenere e promuovere la cultura della donazione, anche attraverso la diffusione della formazione all'interno delle scuole. Chiari i dati riportati dal vicepresidente Vito Lupo: nel 2009 sono stati trapiantati 56 fegati, 85 reni, 25 cuori. La diffidenza, oltre alla poca informazione, è il primo ostacolo da superare per affrontare questa scelta. Queste le parole di Fulvio Calise, direttore di uno dei centri di trapianto di fegato del Cardarelli. La legge italiana è altamente garantista, nell'accertare, attraverso rigorosi protocolli, la morte cerebrale del paziente. Dalla morte, però, può nascere la vita: ne sono una testimonianza Salvatore Galiero,consigliere comunale, Gennaro Biondi e Angelo Addeo. Numerosi gli interventi: il Presidente Carlo Lamura, Giuseppe Zuccatelli, sub commissario alla Sanità in Campania, Maria Caterina Sgambati dell'Ufficio scolastico regionale, hanno portato in aula la propria esperienza. Intitolare ai donatori un'area verde: è, invece, la proposta dell'assessore Ponticelli. L'assise è stata conclusa dal sindaco Rosa Iervolino Russo, che ha sottolineato come l'amministrazione debba farsi carico di diffondere la solidarietà e la tutela della vita. L'informazione, però, non basta, ha affermato, occorrono formazione e convinzione. Questo consiglio, per la Iervolino, non deve essere un episodio, ma l'inizio di un nuovo cammino.
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