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Rischio sismico

schema del rischi sismico: pericolosità, vulnerabilità, esposizione

Un terremoto o sisma, può definirsi come una rapida serie di movimenti della crosta terrestre che, propagandosi in tutte le direzioni sotto forma di onde, determina improvvise oscillazioni e vibrazioni del terreno e dei manufatti che vi insistono.
Il rischio sismico viene stimato con la relazione: 
  
Rischio sismico = Pericolosità sismica x Vulnerabilità x Esposizione

- il termine pericolosità sismica indica la probabilità che un sisma si verifichi in una data area in un determinato tempo;
- con vulnerabilità si intende la predisposizione, da parte di persone, cose, o attività a subire danni o ad essere modificati nella loro efficienza al verificarsi di un terremoto.
- il termine esposizione indica la dislocazione, la consistenza, la quantità ed il valore dei beni delle attività che possono essere influenzati dall'evento.

 
 

La sismicità della città di Napoli non è elevata. Gli esperti, infatti, ritengono che in città possa verificarsi uno scuotimento moderato, di intensità massima pari al VI - VII grado della scala Mercalli. Pertanto le norme di costruzione da rispettare per la realizzazione di edifici in città prevedono metodi e tecniche che tengano in debito conto tale livello di sismicità.

Tuttavia, sebbene Napoli non ricada tra le zone maggiormente esposte, il patrimonio edilizio esistente, soprattutto nel Centro Storico, risale ad epoche antiche, quando ancora non si conoscevano le tecniche di costruzione antisismica, ed è per questo particolarmente vulnerabile: la vetustà e lo stato di manutenzione carente di molti edifici, infatti, aumenta notevolmente il rischio di dissesti e crolli in caso di scosse sismiche anche non violente.

 
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